| L’Eucarestia educa la famiglia |
|
|
|
| venerdì 23 settembre 2011 | ||||||||
|
Divenuto ormai un impegno tradizionale, il Convegno diocesano, svoltosi a Pesaro come sempre in prossimità della festa del patrono San Terenzio, ha dato inizio al nuovo anno pastorale. Moltissimi i partecipanti: il capiente cinema di Loreto non è bastato a contenerli tutti e si è dovuto utilizzare un locale vicino, dove era già stato predisposto un maxischermo per seguire i lavori.
Il tema - “Signore da chi andremo? L’Eucarestia educa la famiglia” - indicava chiaramente il “trinomio” (eucarestia, famiglia, educazione) sul quale la nostra comunità cristiana è chiamata a impegnarsi con la preghiera, la riflessione, le scelte operative. Introduzione di S. E. Mons. Piero CocciaÈ stato S. E. Mons. Piero Coccia, dopo un momento di preghiera guidato dal Vicario Generale don Stefano Brizi, a spiegare i motivi che lo hanno spinto – consultati gli organismi diocesani – a questa scelta.“Innanzitutto il desiderio di dare attuazione agli Orientamenti pastorali dei Vescovi Italiani per il prossimo decennio. Il testo “Educare alla Vita Buona del Vangelo” specie nei capitoli IV e V fa abbondante e specifico riferimento al soggetto famiglia ed alla sua imprescindibile vocazione educativa alla fede attraverso l’Eucaristia celebrata, vissuta e testimoniata. Per di più non possiamo non dare seguito al Congresso Eucaristico di Ancona, che molto ci ha detto in merito al nostro impegno di credenti nel saper declinare l’Eucaristia nella sfera dell’affettività, della fragilità, del lavoro e della festa, della tradizione e della cittadinanza. Ma come non rilevare che in questi cinque ambiti, un ruolo decisivo viene giocato comunque dalla famiglia che educata dall’Eucaristia è chiamata essa stessa ad educare la persona in queste dimensioni? Nel maggio prossimo a Milano si svolgerà poi il Convegno internazionale sulla famiglia. Anche questo appuntamento ci ha sollecitato a concentrarci sulla famiglia nella sua missione generativa, educativa e testimoniale della fede. Inoltre la recente conclusione della mia Prima Visita Pastorale all’Arcidiocesi mi ha fatto cogliere, come già ho detto, tre priorità pastorali su cui la nostra chiesa è chiamata a lavorare e ad investire per i prossimi anni: la famiglia, i giovani e la formazione degli operatori pastorali (a proposito ricordo a tutti quel prezioso ed apprezzato servizio che sta rendendo l’ISSR “Giovanni Paolo II”, struttura sempre più da valorizzare). Da ultimo voglio far riferimento a quella confusione culturale ed antropologica in particolare, che oggi rischia di aggredire anche i credenti, compresi quelli presenti nelle istituzioni pubbliche in merito all’identità della famiglia colta nel suo dato naturale ed universale. Non è un mistero che recenti scelte fatte da qualche istituzione locale con il concorso di cattolici dichiarati ci hanno lasciato molto ma molto perplessi nelle motivazioni e totalmente dissenzienti nei contenuti”. Relazione di Mons. Renzo BonettiI lavori del Convegno sono proseguiti (sempre venerdì sera 16 settembre) con l’intervento di Mons. Renzo Bonetti, parroco della diocesi di Verona, particolarmente impegnato nel campo della Pastorale Familiare, di cui ha retto, in passato, l’Ufficio della CEI.Il relatore, sviluppando il tema del Convegno, ha inizialmente sottolineato l’ambiguità che è spesso sottesa all’espressione “educazione cristiana”: la si confonde infatti con l’educazione a certi “valori”, a certi “frutti” (rispetto, onestà, solidarietà ecc.), che tutti gli uomini di buona volontà condividono, ma che non sono lo specifico, il proprium dei cristiani. Perché il cristiano sa che prima di tutto bisogna chiedersi: da dove nascono certi frutti? Qual è l’albero che li può produrre realmente? Occorre seminare e far crescere questo albero per educare ai frutti. L’albero è la presenza viva di Gesù risorto in mezzo a noi. L’educazione cristiana perciò è educazione alla sua Presenza. Potremmo dirci marito e moglie se vivessimo come se il coniuge non ci fosse? O dirci padri e madri, se non considerassimo in modo stabile la presenza del figlio? Ugualmente non possiamo dirci cristiani se non crediamo alla presenza viva e continua di Gesù risorto. È così che Mons. Bonetti ha legato Eucarestia ed educazione. Perché è l’Eucarestia, cioè Gesù in carne ed ossa, la vera sorgente dell’educazione. Anche per la famiglia. La famiglia infatti si costituisce per il desiderio di amore e di donazione di sé che due persone provano reciprocamente. Ma i fallimenti e le delusioni che quasi inevitabilmente ne seguono, stanno ad indicare che il rapporto non può esaurirsi all’interno della coppia, che un coniuge non può essere, con tutti i suoi limiti, la risposta vera al desiderio infinito dell’altro. Allora, o si finisce per rincorrere altri amori umani, destinati a seguire la stessa parabola discendente o ci si apre all’amore infinito di Cristo, incarnato nella comunità cristiana, capace di farci vedere il coniuge come “segno”, come qualcosa di sacro da rispettare nel suo mistero di persona amata prima della creazione del mondo. Solo se si esce da una concezione individualistica della famiglia e ci si apre alla famiglia più grande che è la comunità cristiana, dove è presente l’eucarestia, si può imparare una capacità di amore e di perdono sempre rinnovati. Noi cristiani, ha concluso il relatore, abbiamo il segreto della bellezza del matrimonio. Il mondo lo ha perso. Non possiamo più aspettare. Gli sposi cristiani dicano con forza questa bellezza, non perché hanno un marito o una moglie perfetti, ma perché hanno un amore più grande dei difetti del marito e della moglie. Ne trarrà giovamento anche la società, perché è soprattutto dal benessere etico della famiglia che dipende il benessere etico della società. Le testimonianzeLa seconda giornata del Convegno, sabato 17 settembre, è iniziata al mattino con la recita delle Lodi, a cui sono seguite le testimonianze di due coppie di sposi della diocesi di Brescia, che si sono lasciate coinvolgere dal progetto “Mistero grande”, facente capo a mons. Bonetti e finalizzato ad aiutare gli sposi a riscoprire la bellezza e la grandezza dell’amore nuziale che si realizza pienamente attraverso la Grazia del Sacramento del matrimonio.Sono intervenuti, inizialmente, Flavio ed Angela, che hanno raccontato la loro esperienza attraverso continui riferimenti al brano evangelico dei discepoli di Emmaus, partendo dall’assunto (assolutamente ipotetico) che tali discepoli potessero essere appunto una coppia di sposi. E così hanno ripercorso la “delusione” e la frustrazione da cui sono stati ingoiati dopo 15 anni di matrimonio, quando la felicità che il sacramento sembrava promettere si era trasformata in vuota sopravvivenza e il gelo del cuore aveva sgretolato lentamente tutte le certezze di fede. E poi la sorpresa di scoprire che in realtà il Signore “camminava vicino a loro” e stava per manifestarsi, non con effetti speciali, ma gradualmente, attraverso la concretezza della vita. È stata infatti la proposta di un’ora di adorazione eucaristica notturna in parrocchia a dare inizio al cambiamento: un’esperienza dapprima accolta da Flavio, poi condivisa, seppure con scetticismo iniziale, da Angela. Contemplando il mistero di quell’amore infinito che si è fatto piccolo per poter essere di tutti, è avvenuto il “riconoscimento” della loro vocazione di coppia: essere riflesso, risonanza, testimonianza di quell’amore. Questa consapevolezza ha dato un nuovo orientamento alla loro vita familiare, ha introdotto un nuovo giudizio sull’altro – dono di Dio per la propria realizzazione – e una nuova capacità di perdono. Questa novità tuttavia, hanno affermato Flavio ed Angela, ha bisogno di continuità, ha bisogno di un “rubinetto” che tenga costantemente legati alla sorgente che è Cristo. Questo rubinetto per loro è rappresentato dall’appartenenza al progetto “Mistero grande”, che si esprime concretamente in alcune forme: la preghiera; l’ascolto settimanale della Parola; lo studio e la lettura di libri di formazione da commentare insieme; la condivisione della fede attraverso la comunicazione settimanale di ciò che il Signore opera nella vita di ciascuno; la confessione frequente e, soprattutto, l’adorazione eucaristica. Tutto questo ha fatto di Flavio e di Angela non più “due io separati”, ma “un noi”, corpo di Cristo. E’ stata poi la volta di Federico e Luisa, sposati da 12 anni, i quali hanno impostato il loro intervento su un continuo parallelismo tra la loro vita matrimoniale (liturgia domestica) e i momenti più salienti della Celebrazione eucaristica (liturgia ecclesiale), per spiegare le ragioni per cui, nonostante le difficoltà “logistiche” del partecipare con cinque figli alla Messa domenicale, continuano a rimanere fedeli a questo appuntamento. Con semplicità, ma anche con profondità, hanno raccontato che nella messa, in particolare nel ricevere l’eucarestia, trovano una fonte sempre rinnovata di unità per la loro famiglia: unità non tanto come comunanza di interessi o accordo di idee e sentimenti (che in una coppia possono anche venir meno) quanto come coscienza della presenza stabile del Signore in mezzo a loro. I gruppi di lavoroTerminate le testimonianze, i partecipanti si sono divisi in cinque gruppi, guidati ciascuno da due coppie di sposi (Losurdo Raffaele e Orietta, Polidori Marko e Betty, Pazzaglia Enzo e Daniela, Gaudenzi Francesco e Antonella, Bartolucci Francesco e Nicoletta, Pedini Luca e Roberta, Piccioni Mauro e Alessia, Giacomini Gabriele e Emanuela, Terenzi Efrem e Grazia) e si sono confrontati, fino al pomeriggio di sabato su alcune domande precedentemente assegnate da mons. Bonetti.Lo spettacoloIl Convegno si è concluso con lo spettacolo “Hai dato all’eternità il sapore del pane”, preparato da giovani di diverse esperienze ecclesiali, che aiutato i giovani a riflettere, attraverso la musica, l’arte, la poesia, sulla “fame” dell’uomo e sul mistero di Cristo come “pane della vita”.N.B. Gli ATTI del Convegno saranno pubblicati quanto prima.
Powered by !JoomlaComment 3.26
![]() 3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|









Messaggio al mondo d...
TUTTO MOLTO BENE
Messaggio al mondo d...
BENE - MI RALLEGRO PER IL BEL MESSA...
Aspettando il Congre...
Buongiorno, probabilmente il sacco de...
Aspettando il Congre...
richiesta -
Padre Raniero Cantal...
invito convegno internazionale carism...
Le ACLI portano la s...
reply this post - One understands tha...
Corso prematrimonial...
Re: - Buonasera, soltanto ad Ottobre-...