Menu Content/Inhalt
Agenzia stampa on-line. Registrazione presso il Tribunale di Ancona n. 7/07 del 19 Aprile 2007 - Dir. Don Dino Cecconi
Home
Home
Chi siamo
Notizie
Foto
Audio
CEM
Tavolo Regionale
Pastorale Giovanile
Calendario
Collegamenti
Contattaci
Cerca
FAQ

Newsletter

Nome:
Email:
Novembre 2011
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
31 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 1 2 3 4

Area Riservata






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
In memoria di Giancarlo Zizola PDF Stampa E-mail
martedì 20 settembre 2011

Per un giornalismo vitalmente religioso

di Giancarlo Galeazzi
 
 
giancarlo_zizola.jpgHo conosciuto Giancarlo Zizola in occasione di alcuni convegni organizzati dall’Istituto internazionale “Jacques Maritain” di Roma, e l’impressione di quei giorni come la memoria che ne conservo è quella di un intellettuale di tempra che sapeva coniugare insieme cultura e fede nella convinzione che la cultura senza la fede rischia il relativismo, e la fede senza la cultura rischia il fondamentalismo. Giancarlo Zizola ha legato la sua formazione (e il suo nome) di giornalista al Concilio Ecumenico Vaticano II, che aveva approfondito e divulgato nella persuasione che da lì occorresse ripartire per superare il divorzio tra la chiesa e il mondo. Riteneva, questa, la grande sfida con cui la chiesa deve misurarsi, badando ad evitare quelli che Maritain aveva indicato come “l’arroccamento” di fronte al mondo nell’epoca del preconcilio e “l’inginocchiamento” di fronte al mondo nell’epoca del postconcilio. Si tratta, invece, di partire dal Vaticano II e di dare traduzione alla sua profezia, secondo cui occorre superare tanto la concezione alternativa (chiesa o mondo) quanto la concezione sommativa (chiesa e mondo) a favore di una concezione integrativa o interattiva, cioè della “chiesa nel mondo contemporaneo”, come suona l’intitolazione della costituzione pastorale Gaudiun et spes.
Per Zizola, e per questo da considerare un vaticanista sui generis: non un semplice informatore religioso, ma un autentico intellettuale, per il quale a contare erano soprattutto le idee, che il giornalista era chiamato a mettere in circolazione, magari suscitando dibattiti e (perché no?) qualche polemica. Proprio questo stile gli attirò non poche critiche da parte di certo mondo cattolico; eppure anche da questo fronte oggi viene un ridimensionamento delle osservazioni, se non addirittura  l’apprezzamento per un giornalismo religioso che parlava a tutti, credenti e non. Strana storia, questa, che peraltro si ripete continuamente: bisogna morire per poter essere apprezzati anche in ciò che aveva disturbato. D’altra parte Zizola non era giornalista delle acque chete, e quando tirava un sasso nello stagno non nascondeva la mano. Insomma, era di quelli che non le mandava a dire, ma che le diceva, avendone il coraggio e la capacità.
Quando ho appreso della morte di Zizola (avvenuta a 75 anni: era nato a Valdodobbiadene di Treviso nel 1936 e morto alcuni giorni or sono (Mercoledì 14 Settembre, ndr) a Monaco di Baviera, dove si trovava per il Meeting interreligioso organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio) stavo leggendo quello che ora è uno dei suoi ultimi scritti: l’articolo pubblicato su “Desk”, la rivista dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell’UNISOB (Università Suor Orsola Benincasa), dal titolo “Il ruolo dell’informazione cattolica nella storia d’Italia”, un contributo che ben s’inserisce nelle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, e bene rispecchia lo stile di Zizola, che al tema aveva dedicato due libri: La Chiesa nei media e L’informazione in Vaticano. In quell’articolo traccia un bilancio che mette in evidenza luci e ombre dell’informazione cattolica, un bilancio rispettoso della realtà dei fatti, secondo il costume che sempre lo ha caratterizzato nelle sue collaborazioni giornalistiche (a “L’Osservatore romano”, “Avvenire”, “Il giorno”, “Panorama”, “Il Sole 24 ore” e “la Repubblica”), da ultimo anche nella sua opera di docente all’Università di Padova, e soprattutto nella sua attività di scrittore di oltre venti volumi: due sul papato, due sul conclave, sei sugli ultimi papi (ben tre su Giovanni XIII, due su Giovanni Paolo II e uno su Benedetto XVI), due su altrettante figure di sacerdoti (don Giovanni Rossi e padre Lombardi), alcuni su grandi questioni (come Fedi e poteri nella società globale e La spada spezzata. Chiesa, guerre e scontro di civiltà nel Novecento) e santi (come san Francesco); in particolare vorremmo qui segnalare il volume autobiografico intitolato Santità e potere. Dal Concilio a Benedetto XVI: il Vaticano visto dall’interno, un grosso volume di 650 pagine pubblicato nel 2009.
Sempre e a tutti Zizola ha saputo mostrare (per dirla con l’incipit di Gaudium et spes) che “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. Pertanto, a voler concludere con una formula, potremmo adattare a Zizola un’espressione cara a Maritain, e dire che egli ha operato non per un giornalismo “decorativamente cristiano” ma per un giornalismo “vitalmente cristiano”. E di questo bisogna dargli atto, almeno post mortem, e di questo bisogna essergli grati: la sua lezione di libertà e onesta intellettuali sono di quelle che non passano facilmente, almeno presso coloro che non si arrendono a un giornalismo edulcorato o dimidiato, ma che collocano anche il giornalismo nell’orizzonte della “infoetica”, cui a più riprese ha richiamato Benedetto XVI nelle Giornate mondiali della comunicazione.
 
 
Foto da "Il blog di Andrea Tornielli":
Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
Stile:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
 
Inserisci nella casella di testo qui sopra, il codice di sicurezza che puoi leggere nell'immagine con una scritta "strana" al suo fianco.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >

Liturgia del Giorno

DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE
(Bianco)
I LetturaEz 47, 1-2.8-9.12
Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.
Salmo(Sal 45)
Un fiume rallegra la città di Dio.
II Lettura1Cor 3,9-11.16-17
Voi siete il tempio di Dio.
VangeloGv 2, 13-22
Parlava del tempio del suo corpo.

www.lachiesa.it

Syndicate

Add to Google