| Un gioiello d'arte e di fede |
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| venerdì 10 giugno 2011 | ||||||||
Chi entra oggi nella chiesetta di Santa Maria del Colle, in Castelrosino, frazione di Jesi, vede risplendere al centro dell’abside un gioiello di straordinaria bellezza: il Trittico dipinto che nella parte centrale presenta l’immagine di Santa Maria del Colle e nei riquadri laterali San Giovanni Battista e Sant’Amico.
L’opera è la riproduzione “originale” di un antico polittico che risale al 1438, eseguito da Giovanni Antonio Bellinzoni di Pesaro per la chiesa di Sant’Amico, nei pressi di Santa Maria del Colle e smembrato nel secolo scorso. L’immagine della Vergine Maria è conservata nel Museo diocesano di Jesi, le tavole laterali si trovano a Roma, nel Museo di Palazzo Venezia. Il nuovo Trittico per la parrocchia di Castelrosino-Torre è stato realizzato dal noto pittore di Jesi, prof. Faliero Tamburi, che ha al suo attivo una ricca produzione artistica e per circa trent’anni ha educato all’arte e alla vita molti giovani liceali. L’opera è stata inaugurata domenica 5 giugno, in occasione di una grande festa di famiglia per la piccola comunità parrocchiale di Santa Maria del Colle che, nella solennità dell’Ascensione, ha accompagnato in chiesa due bambini a ricevere per la prima volta Gesù Eucaristia e quattro ragazzi a cui è stato conferito il sacramento della Cresima. Il Vescovo Gerardo ha presieduto la Santa Messa, concelebrata dal parroco, don Giovanni Rossi, con l’assistenza del diacono Randolfo Frattesi. Ma ecco…, prima dell’inizio della Messa, gli occhi di tutti guardano verso l’abside e un evento significativo provoca l’applauso unanime e gioioso dell’assemblea: caduto il drappo che la copriva, la Vergine col Bambino rivela il suo volto di madre e di regina fra gli angeli e fra i Santi. Il Vescovo, dopo aver benedetto il Trittico, ha ricordato ai fedeli le parole pronunciate dalla Madre di Gesù alle nozze di Cana: “Fate quello che Gesù vi dirà!” (Gv 2,5). Invitato dal Parroco, che ha espresso la sua riconoscenza per il prezioso dono alla comunità parrocchiale, il prof. Tamburi con umiltà e semplicità ha detto: «Chi va a vedere al Museo diocesano di Jesi la parte centrale del Trittico e al Museo di Palazzo Venezia i due Santi, si rende conto che la mia opera è una copia. Il tutto è stato rimesso insieme in modo originale e complesso. È venuta fuori una copia riveduta, non cercando di fare un falso, ma una rivisitazione sia nei colori che nell’oro, interpretando quello che poteva essere l’originale con fedeltà anche ai colori. Fatto lo schizzo per la cornice, temevo di non trovare un artista capace di realizzare una cornice di questo tipo. Ebbene, il giovane artigiano Lorenzo Pigliapoco, chiamato da don Giovanni Rossi, ha fatto un bel lavoro, una degna cornice in legno con preziose incisioni. Grazie e auguri a tutti!».
Maria Crisafulli
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