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giovedì 11 giugno 2009
antonio_paolucci_raffaello_1.jpg
Colbordolo (PU) - “Da questo paesaggio scintillante e melodioso nasce l’arte perfetta di Raffaello”. Così Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, a Colbordolo ha esaltato lo strettissimo legame tra l’artista urbinate e la sua terra. Davanti ad una platea folta ed attenta, Paolucci ha tenuto una conferenza sulla Stanza della Segnatura all’interno del Centro culturale che porta il nome del padre di Raffaello, Giovanni Santi, nato a Colbordolo. Un evento inserito nella rassegna “Intorno a Raffaello”, organizzata dalla Regione Marche e realizzata dall’agenzia Svim, in collaborazione con Amat, Provincia di Pesaro Urbino e Città di Urbino. Ad accogliere Paolucci, il sindaco Flavio Fabi e l’assessore alla cultura Alessandro Tontardini del Comune di Colbordolo; la soprintendente per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico delle Marche – Urbino Lorenza Mochi Onori e Ivan Antognozzi, responsabile cultura di Svim. 
Paolucci ha raccontato l’arrivo nel 1508 a Roma del 25enne Raffaello, chiamato da Giulio II Della Rovere ad affrescare la Sala della Segnatura, così chiamata perché il pontefice lì firmava gli atti più importanti del suo governo. A Raffaello era affidato il compito di rappresentare i quattro pilastri di un vero e proprio ‘manifesto culturale, teologico e pastorale per l’umanità’: la conoscenza, la rivelazione, l’arte, la legge. “Raffaello realizza questo compito altissimo – ha detto Paolucci – con il carattere che gli è distintivo: la facilità. Nella sua arte tutto è perfetto, finito, concluso”. Paolucci si è soffermato sulla vasta galleria di personaggi che fa dalla Stanza della Segnatura una della rappresentazioni più straordinarie della storia dell’essere umano: a rappresentare il Vero razionale i grandi filosofi, come Platone (che ha il volto di Leonardo), Aristotele, Socrate, Pitagora ed Eraclito (che ha le sembianze di Michelangelo); a disputare di teologia si vedono i grandi della Chiesa come Agostino e Ambrogio, e al di sopra la Trinità; poeti immortali come Omero, Dante, Virgilio e Ariosto esprimono il dono della bellezza; mentre Gregorio IX e Giustiniano ricordano la forza della legge. “Raffaello – ha ricordato Paolucci – non si fermerà qui, e affrescherà altre stanze in Vaticano. È lui – ha concluso – il più grande pittore dell’ultimo millennio”.
La rassegna “Intorno a Raffaello” proseguirà il 20 giugno al Teatro Sanzio di Urbino con “De Divina Proporzione: Allegorie Numeriche in Musica tra Rinascimento e Contemporaneità”, spettacolo multimediale rappresentato in anteprima assoluta in occasione del Cinquecentesimo anniversario dell’opera del matematico Luca Pacioli.


Isabella Tombolini

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