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Enrico Medi nel centenario della sua nascita PDF Stampa E-mail
sabato 20 aprile 2013
Si sono concluse nella sua città natale le celebrazioni per il centenario della nascita di Enrico Medi, una delle figure più prestigiose del Novecento cattolico. L’Amministrazione comunale di Porto Recanati ha organizzato venerdì 19 aprile una giornata di omaggio all’illustre concittadino, che si è distinto sul piano scientifico, politico, ecclesiale e educativo, tanto da essere segnalato fra i “testimoni del nostro tempo” e fra i “testimoni della Chiesa italiana”, e definito “cristiano testimone nella Chiesa e nel mondo” o “coscienza cristiana del nostro tempo”.
La giornata si è aperta alle ore 9 nell’Atrio comunale con l’Annullo postale per Enrico Medi e con l’inaugurazione della scultura di Silvio Craia “Omaggio a Enrico Medi”. È seguito nel pomeriggio nella Sala Biagetti del Castello Svevo alle ore 17 il convegno su “L’universo di Enrico Medi” incentrato sulla relazione del filosofo Giancarlo Galeazzi, che su Medi ha pubblicando importanti saggi. Secondo il relatore, la concezione di Medi è incentrata sull’idea di umanesimo, che lo scienziato marchigiano non tanto ha elaborato dal punto di vista dottrinale, quanto ha testimoniato in prima persona, animandola con l’esercizio della sua umanità e con il suo impegno di umanizzazione. L’umanesimo di Medi supera il contrasto tra le due forme di saperi (scientifico e sapienziale) e di culture (tecnico-scientifica e artistico-letteraria) per un ideale di ricerca unitaria che si articola in quattro forme: scienza, sapienza, saggezza e salvezza, chiamate a interagire tra di loro. In questo contesto uno specifico ruolo lo scienziato Medi riserva alla scienza come ricerca che coniuga insieme rigore epistemologico e responsabilità etica, e tiene rapporti con la filosofia e con la religione: tutti approcci al reale all’insegna di un unico paradigma: il rispetto da esercitare nei confronti dell’immanenza e della trascendenza. Per tutto questo, secondo Galeazzi, quello di Medi può definirsi un umanesimo “organico” o “armonico” o “sinergico”: incentrato sulla persona è finalizzato alla democrazia attraverso la conciliazione e la interazione di aspetti immanenti e trascendenti.
Il convegno è stato aperto dal sindaco Rosalba Ubaldi e introdotto da don Roberto Zorzoli; a conclusione è intervenuta una delle figlie di Medi, per ringraziare il relatore e l’amministrazione comunale; è intervenuto anche l’assessore regionale Luca Marconi, su possibili iniziative da legare al nome di Medi; infine Silvio Craia ha presentato, in qualità di direttore artistico, la mostra di opere dedicate a Enrico Medi da parte di trentatré artisti ed esposte nella Chiesa di San Giovanni Battista: la mostra è stata inaugurata alle ore 18,30 alla presenza del sindaco Ubaldi e dell’assessore alla cultura Glauco Fabbracci.
Con tutte queste manifestazioni Porto Recanati ha voluto rendere omaggio a una figura nota in tutta Italia (molteplici le vie a lui intestate e numerose le scuole che portano il suo nome), e che si è fatta apprezzare sul piano della ricerca scientifica e su quello della divulgazione scientifica, sul piano dell’impegno politico nel Parlamento italiano e amministrativo nel Consiglio comunale di Roma, sul piano educativo a livello familiare, e a livello universitario e culturale, sul piano spirituale come laico dalla spiritualità esigente e dalla testimonianza dialogica, tanto che si stanno studiando le sue virtù nel processo di beatificazione che è in corso. A voler sintetizzare la sua poliedrica presenza i possono ricordare alcuni incarichi emblematici: da quello di membro dell’Assemblea costituente della Repubblica Italiana a quello di membro della Consulta dei laici del Vaticano, da quello di direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica a quello di vice presidente dell’Euratom, In questi e negli altri incarichi Medi portò tutta la sua competenza e il suo entusiasmo, testimoniando un vero spirito scientifico, sociale ed ecclesiale. Per questo torna utile confrontarsi con Enrico Medi, la cui lezione, più passa il tempo, più appare di grande spessore umano e umanistico.
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