Menu Content/Inhalt
Agenzia stampa on-line. Registrazione presso il Tribunale di Ancona n. 7/07 del 19 Aprile 2007 - Dir. Don Dino Cecconi
Home arrow Notizie arrow Ecco i nidi domiciliari
Home
Chi siamo
Notizie
Foto
Audio
CEM
Tavolo Regionale
Pastorale Giovanile
Calendario
Collegamenti
Contattaci
Cerca
FAQ

Newsletter

Nome:
Email:
Aprile 2013
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 1 2 3 4 5

Area Riservata






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Ecco i nidi domiciliari PDF Stampa E-mail
venerdì 22 marzo 2013
nidi_domiciliari_sir_1.jpg
 
La regione Marche ha messo a disposizione 145mila euro per l'organizzazione dei corsi per operatore di nidi domiciliari, per i quali le province dovranno attivarsi entro il 31 marzo. Dato che i corsi saranno aperti a venti allievi per ogni provincia potrebbero in teoria aprirsi, nei prossimi mesi, un centinaio di questi nidi in tutto il territorio regionale. Una volta avviati i nidi, la Regione ha previsto anche ulteriori risorse: 1.200.000 euro per i voucher diretti alle famiglie, ovvero un aiuto concreto per frequentare queste strutture che sono pensate per bambini da 0 a 3 anni. Precedenza sarà data ai nuclei familiari che abitano in comuni sprovvisti di nidi o che sono in lista d'attesa. I nidi domiciliari, secondo quanto stabilito dalla delibera 1038 del 9 luglio scorso, devono avere alcuni requisiti strutturali e oggettivi. I primi consistono nel possedere un immobile che abbia spazio per almeno 5 metri quadri per bambino (un nido domiciliare può ospitare al massimo cinque bambini, tre se c'è un piccolo sotto l'anno di età) e che comprenda due locali distinti da dedicare alle attività ludico-ricreative e al riposo; l'appartamento deve avere, poi, una cucina a norma, un bagno attrezzato e un'area per la custodia degli effetti personali dei bambini ospitati; l'orario è elastico, dalle 7 alle 22, ma non si possono superare le sette ore giornaliere. Per quanto riguarda i requisiti soggettivi, le mamme che decidessero di aprire un nido in casa propria devono avere una laurea o un diploma in campo educativo o formativo oppure devono essere diplomate e frequentare un corso base di 400 ore; i Centri per l'impiego, che sono di livello provinciale, sono le strutture che terranno l'elenco degli operatori dei nidi domiciliari.

"Una bella notizia". "Per l'occupazione femminile la prossima apertura dei nidi domiciliari nelle Marche è sicuramente una bella notizia - dice Elisa Cingolati, presidente del Movimento italiano casalinghe Marche - e non ho dubbi che queste sono strutture che favoriranno le famiglie che sono spesso alla ricerca affannosa di luoghi che accolgano i propri figli più piccoli". Per Cingolani la norma sui nidi domiciliari valorizza la casa come ambiente educativo e si basa su un rapporto fiduciario tra mamme. I dubbi sorgono, nella presidente, a proposito dei requisiti richiesti perché "quelle madri di famiglia che non hanno potuto studiare e non sono diplomate sono tagliate fuori da quella che, per loro, potrebbe essere un'opportunità di lavoro. In Trentino, ad esempio, non è una condizione essere diplomate o laureate, fa testo l'esperienza personale. Anche i metri quadri richiesti per bambino sono un problema perché in un appartamento normale, di quelli che ci sono oggi, è difficile avere tutto quello spazio necessario richiesto per ogni piccolo". Per Cingolani è comunque positivo che si parta con l'apertura di queste strutture: "Poi tra due, tre anni vedremo come funzionano: l'importante è che la norma che le ha istituite ci sia e che venga rifinanziata nel tempo".

Figli con i genitori. Per Giancarlo Bettucci, coordinatore regionale delle Famiglie numerose, "l'ideale sarebbe che i figli stessero con i genitori nei primi anni di vita, ma quella dei nidi familiari è una giusta via di mezzo e in teoria meno costosa dei nidi tradizionali". Secondo Bettucci "le istituzioni dovrebbero aiutare di più le mamme e, per esempio, si potrebbe pensare che i Comuni diano ai genitori un sussidio corrispondente a quanto spenderebbero per quel bambino al nido; lo stesso discorso si potrebbe fare per le scuole private, restituendo alle famiglie la libertà di scelta". Per Bettucci ci sono misure come il "buono scuola" o il quoziente familiare che sarebbero urgenti, di cui si parla da anni ma che puntualmente non vengono attuate: "Ne abbiamo abbastanza di promesse; vorremmo che qualcuno si prendesse la responsabilità di fare politiche che aiutino veramente le famiglie".

L'efficacia di azioni mirate. La presidente della Federazione regionale dei Consultori familiari d'ispirazione cristiana, Deborah Pantana, giudica la creazione di nidi familiari "un'importante iniziativa di sostegno alle mamme e alle donne". Pantana, che è anche vice-presidente della Consulta regionale per la famiglia, promette: "Ci faremo promotori di questa iniziativa a livello comunale e cercheremo di farla conoscere al maggior numero di mamme possibile, perché si tratta anche di un'occasione di lavoro per loro. Speriamo in questo di avere lo stesso successo che abbiamo ottenuto con le scuole per genitori che si sono diffuse a macchia d'olio in tutto il territorio regionale e sono state molto frequentate". Pantana ragiona anche sul fatto che questa misura come altre, ad esempio la legge sui Consultori, quella sulle ragazze madri, le già citate scuole per genitori, oltre a rispondere alle esigenze delle famiglie, è "efficace perché è un'azione mirata e si differenzia da quegli aiuti a pioggia del passato che spesso non funzionavano".

a cura di Simona Mengascini

Pubblicato in www.agensir.it External link
Venerdì 22 marzo 2013
Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
Stile:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
 
Inserisci nella casella di testo qui sopra, il codice di sicurezza che puoi leggere nell'immagine con una scritta "strana" al suo fianco.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
Pros. >