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giovedě 10 gennaio 2013
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La Giunta regionale delle Marche ha varato una proposta di legge sul "Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia", attualmente al vaglio della V commissione consiliare, che avvierà tutte le audizioni necessarie prima del passaggio in aula. Tra le proposte, una particolare attenzione è rivolta allo "sviluppo qualitativo e quantitativo della domiciliarità", per la quale un ruolo di "centrale importanza" viene attribuito alle famiglie con figli, che accudiscono figli con disabilità o prestano assistenza in casa agli anziani non autosufficienti. A quest'ultimo settore sono dedicati gli articoli che vanno dal 19 al 21, nei quali si stabilisce di "potenziare" i servizi di supporto alle famiglie che prendono in carico l'assistenza di un congiunto anziano non autosufficiente. Inoltre la Regione s'impegna a "favorire" l'affidamento di anziani a famiglie selezionate e a promuovere "l'apertura alla comunità locale delle strutture residenziali e diurne per favorire le relazioni sociali e l'incontro tra generazioni", nonché "la partecipazione dei rappresentanti dei familiari nelle residenze protette".
Infine, viene istituito il "fondo per gli anziani non autosufficienti".

In famiglia. "La cosa più importante per me è una politica che sia volta a mantenere l'anziano nel proprio domicilio". Ad affermarlo è Franco Belluigi, geriatra marchigiano, vicepresidente nazionale dell'Associazione per il volontariato nelle unità locali socio sanitarie (Avulss), per il quale "se le condizioni familiari non lo permettono, bisogna fare una politica intelligente, che favorisca l'adozione dell'anziano da parte di una famiglia che non sia la sua, con l'opportuno contributo degli enti locali, come Comune o Provincia o con l'incoraggiamento di significativi sgravi fiscali". Belluigi ricorda che nel 2020 gli anziani costituiranno il 23-24% della popolazione, per cui è quanto mai necessario in questi anni rivedere le politiche sull'invecchiamento e sulla cura delle persone anziane. A partire da una rivisitazione del ruolo delle case di riposo, che "purtroppo, per come sono concepite oggi, in generale favoriscono il degrado delle persone". Queste strutture sono completamente "medicalizzate" e provocano uno "sconvolgimento nella persona, che perde la sua autonomia, se l'aveva, e nel giro di pochi mesi peggiora notevolmente". Occorre invece "essere lungimiranti", "recuperare una cultura della vecchiaia in termini positivi" e investire nell'assistenza domiciliare. Certo, osserva il geriatra, "questo comporta un cambiamento di mentalità e un investimento economico: ma non rende di più trattare l'anziano come una risorsa?". A questo proposito il vicepresidente dell'Avulss fa un esempio tratto dalla sua associazione: su un totale di 11 mila volontari "9 mila hanno più di 55-60 anni e sono la forza trainante dell'Avulss. Certo, adesso con l'aumento dell'età pensionabile verranno a mancare molte persone per il nostro tipo di volontariato", che è una risorsa sussidiaria proprio per le famiglie che hanno in casa un anziano non autosufficiente o per quelle persone che risiedono nelle case di riposo.

Alcune perplessità. Per Tommaso e Giulia Cioncolini, responsabili regionali della pastorale familiare, "da una prima analisi si denota chiaramente la finalità della norma volta a rafforzare e attivare servizi socio-assistenziali, che hanno lo scopo di favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio della persona anziana non autosufficiente". Secondo i coniugi "il principio di fondo è nobile e coglie il cuore del problema, tuttavia rimangono alcune perplessità e lacune su come il legislatore intenda attuare questo obiettivo, dal momento che alcune indicazioni presenti nel testo di legge sono già vigenti ma non funzionali al servizio. Comunque, è impensabile ritenere che solamente l'istituzione di un fondo per anziani non autosufficienti basti a garantire l'autonomia e la permanenza a domicilio della persona anziana e sia efficace come servizio di sollievo alla famiglia". Una nota poi sull'articolo 19, nel quale "si fa riferimento all'affidamento di anziani a famiglie selezionate, ma non si capisce come sia percorribile un simile iter". "Molto interessante", invece, per i Cioncolini, "la promozione di servizi civici e centri di aggregazione e informazione cui partecipano le persone anziane attive per valorizzare le loro esperienze e competenze; questa è certamente una pista da battere. Come lo è, del resto, sostenere l'attività di volontariato e di utilità sociale, in particolare per lo sviluppo di esperienze di gruppi di auto e mutuo aiuto".

a cura di Simona Mengascini

Pubblicato in www.agensir.it External link
Mercoledì 9 gennaio 2013
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