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“L’uomo non è il suo errore”. È stata questa frase di Don Oreste Benzi a titolare il quinto percorso formativo del settore giustizia promosso e organizzato dalla Caritas diocesana di Ancona e Osimo e dall’Associazione Onlus SS Annunziata con il patrocinio del Comune di Ancona. Un itinerario di 5 incontri, tenuti dal 10 novembre fino al primo dicembre al Centro Giovanni Paolo II di via Podesti di Ancona, dedicato alla formazione delle persone che vogliano prestare la propria opera di volontariato negli istituti di pena: volontari e operatori sociali sia vecchi, cioè che già svolgono questa attività, sia nuovi.
Cinque gli appuntamenti che hanno visto per protagonisti Vito D’Ambrosio, magistrato di Cassazione e Rossella Papili assistente sociale dell’Ufficio esecuzioni penali esterne (Uepe) di Ancona; l’Ispettrice della Casa di Reclusione di Barcaglione, Paola Baldini e la psicologa Simona Cardinaletti della cooperativa “La Gemma”; Serena Tomassoni, Presidente della Conferenza regionale del volontariato giustizia (CRVG), l’assistente sociale del Comune di Ancona, Loredana Valentini e Lina (…) del Gruppo Cappellania di Verona che insieme a Fra’ Beppe Prioli fa opera di volontariato da decenni sia all’interno del carcere che all’esterno con le famiglie dei detenuti; Gaetano di Vaio, regista del film “Il loro Natale” proiettato al cinema Excelsior di Falconara Marittima; ex detenuti della Cooperativa sociale Insieme di Ancona e Francesco Tubiello educatore nel carcere di Barcaglione.
Tanti i partecipanti, circa una quarantina di persone, fra cui diversi giovani, provenienti da più parti della regione tra cui Ascoli Piceno, Senigallia e dal pesarese. Le questioni affrontate sono stati raggruppate sotto titoli precisi: il valore delle regole nella vita civile e le misure alternative; l’esperienza pratica degli agenti di Polizia Penitenziaria e quella degli psicologi; il reinserimento sociale e il sostegno alle famiglie, il volontariato e le politiche del territorio; il racconto di ex detenuti e il confronto tra partecipanti al corso, operatori e assistenti sociali. Ma, nella realtà, i temi trattati sono stati molti di più, in quanto è stato dal confronto e dal dibattito con i vari relatori che si sono sviluppate domande e questioni, dando anche risposta a dubbi, perplessità e problematiche.
Il V Percorso formativo e l’adesione dei partecipanti da diverse parti della regione dimostrano non solo l’attenzione della Caritas diocesana alle problematiche del carcere e dei detenuti, ma anche l’impegno a fare in modo che il volontariato sia quanto più attento, formato e ben strutturato. Ecco perché, in questo senso, è stato importante il confronto con gli operatori e l’impegno finale a lavorare assieme alle figure istituzionali degli istituti di pena, del Comune di Ancona e dell’Uepe.
Giulia Torbidoni
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