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Un importante accordo è stato firmato, presso la curia arcivescovile di Camerino, tra la Fondazione Ma.So.Gi.Ba, rappresentata dal presidente Ettore Orsomando, e la Banca delle Marche, con la presenza del direttore Caporaletti.
All'incontro hanno preso parte anche il notaio Pierdominici, il vescovo Brugnaro, l'avvocato Giamusso, l'ingegner Morosi, il Vicario don Nello Transocchi.
L'erogazione del finanziamento sanerà la pregressa situazione finanziaria e permetterà anche di eseguire dei lavori così da poter valorizzare anche il Castello di Lanciano. "Un iter durato circa quattro anni che giunge a compimento – dichiara il presidente della Fondazione Masogiba Orsomando – Un percorso non privo di difficoltà il cui esito positivo ci permetterà ora di guardare con maggior fiducia al futuro". "Un traguardo importante per la nostra diocesi – fa eco l'arcivescovo Brugnaro – perché dopo anni di fatiche, delusioni e qualche volta anche di ostacoli posti sulla strada intrapresa, finalmente si riesce a imboccare un percorso di risanamento di un patrimonio che appartiene alla comunità diocesana per restituirlo lentamente a quel tipo di redditività e di profitto che la principessa Maria Sofia Giustiniani Bandini aveva previsto in favore della diocesi. La chiarezza, l'onestà, la convergenza delle buone volontà, il rispetto delle leggi, la sinergia di tante persone permette oggi di imboccare quella via della correttezza e della pulizia legale che non ammette più ritorno. Una strada che fa in modo che il patrimonio donato alla Chiesa venga destinato ai poveri, ai sacerdoti, alle realtà pastorali di cui la diocesi abbia necessità. Un patrimonio che potrà anche essere utilizzato dal territorio con tutti quei benefici indotti che ne riceveranno non solo i comuni di Camerino e Castelraimondo, ma anche il mondo dell'imprenditoria e delle arti. Godere di tale patrimonio comporterà sicuramente un beneficio per tutta la popolazione".
In foto, da sinistra: il notaio Pierdominici, il direttore della Banca delle Marche Caporaletti, il prof. Orsomando, l'Arcivescovo Brugnaro, l'avvocato Giamusso, l'ingegnere Morosi, il Vicario Transocchi.
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