| Ancona: ordinazione presbiterale per Giovanni Moroni e Alessio Orazi |
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| lunedì 23 aprile 2012 | ||||||||
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Domenica 22 aprile alle ore 18.00 nella Cattedrale di san Ciriaco ad Ancona sua ecc. mons. Edoardo Menichelli ha consacrato due nuovi presbiteri: Giovanni Moroni e Alessio Orazi.
In foto: don Dino Cecconi bacia le mani al neo consacrato Giovanni Moroni.
Giovedì sera (19 aprile) nella concattedrale S. Leopardo di Osimo alla presenza dell’Arcivescovo mons. Menichelli si è svolta una veglia di preghiera durante la quale i due diaconi hanno giurato fedeltà alla Chiesa e ai suoi insegnamenti.
Il tema conduttore della serata è stato l’amore secondo le tre definizioni: eros, philia, agape. “Per quanto possa sembrare strano di eros di Dio ne parla Benedetto XVI nella “Deus caritas est” – ha detto mons. Menichelli – e se qualcuno si è scandalizzato lo è stato perché abbiamo deprezzato il senso dell’eros riducendolo ad un fatto di carne. L’eros è la comunicazione di Dio per l’uomo e non dominio possesso”. La philia, l’amicizia e ciò che maggiormente Gesù ha manifestato e insegnato. Egli dice «Vi ho chiamato amici»… «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri». (Giovanni 13,35). In quanto all’Agape che è la mensa comune, essa esprime l’amore per l’amore che significa amare un altro che ti ama e non possedere un altro che ti possiede.
Ma al di là di tutto - ha detto mons. Menichelli - bisogna ritornare alle parole evangeliche come: chiamata di Dio, vocazione, obbedienza, risposta al disegno di Dio. Bisogna fare un inversione di marcia non si può continuare a dire che “la vita è mia e ne faccio quello che mi pare, paragonando la vita ad un “dolce” lecca, lecca che si consuma e si butta via. Noi dobbiamo riscoprire – ha concluso mons. Arcivescovo – il nostro progetto di vita nella storia umana. Questo atteggiamento ha bisogno di alcuni atteggiamenti: decisione, risposta e modalità. Don tonino Bello in “Ha scritto t’amo sulla roccia”, nella poesia intitolata “Vocazione” afferma: “È la parola che dovresti amare di più. Perché è il segno di quanto sei importante agli occhi di Dio. È l'indice di gradimento, presso di Lui, della tua fragile vita. Si, perché, se ti chiama, vuol dire che ti ama. Gli stai a cuore, non c'è dubbio. In una turba sterminata di gente risuona un nome: il tuo. Stupore generale. A te non aveva pensato nessuno. Lui si!”.
Marino Cesaroni Addetto stampa Arcidiocesi di Ancona-Osimo, Ufficio stampa Piazza del Senato, 7 60121 - Ancona Tel. 071 202340 Fax 071 2085822 E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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