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«La Pasqua deve aiutarci a riscoprire il sentimento della fede» PDF Stampa E-mail
mercoledì 11 aprile 2012
messa_crismale_camerino_12_1.jpg

Nella mattinata del giovedì santo, 5 Aprile, è stata celebrata nel duomo di Camerino la messa crismale. Presieduta dall'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, la celebrazione eucaristica, che testimonia l'unità della chiesa locale raccolta intorno al suo pastore, ha visto riuniti tutti i presbiteri della diocesi, che, dopo l'omelia, hanno rinnovato la promessa fatta nel giorno della loro ordinazione sacerdotale.
Durante la messa, alla quale hanno preso parte i ragazzi che quest'anno riceveranno il sacramento della Cresima provenienti dalle parrocchie di Ripe San Ginesio, Visso, Pievetorina, Caldarola, Fiuminata, Castelraimondo, Crispiero, Serralta, Morro, Sant'Erasmo, Santa maria in via e San Venanzio di Camerino, il vescovo ha consacrato gli oli santi: il Crisma, l'olio dei catecumeni e l'olio degli infermi. Verranno usati durante il corso dell'anno liturgico per celebrare i sacramenti del Battesimo, della Cresima, dell'ordinazione dei sacerdoti e dei vescovi e per l'unzione dei malati.
Aprendo l'omelia, il vescovo Brugnaro, ha voluto rivolgere un saluto particolare ai cresimandi, ai suoi predecessori mons. Angelo Fagiani e mons. Francesco Gioia, ai diaconi e ai sacerdoti malati, ricordando i presbiteri  che ci hanno lasciato negli ultimi mesi.
Sottolineando poi l'importanza e l'attenzione verso le vicarie, mons. Brugnaro ha posto in rilievo il loro carattere di chiesa semplice ed umile, vicina alla gente comune.
"Il giovedì santo - ha affermato il presule - ci ricorda che siamo in comunione, uniti nel vivere un'esperienza particolare, che è un dono dall'alto. È un dono che va domandato, accolto, custodito con particolare affetto e in fraternità. La Pasqua - ha concluso l'arcivescovo - deve aiutarci a riscoprire il sentimento della fede. In una realtà difficile, in un mondo che conosce corruzione, soprusi, devastazione, crisi economica e di valori, divisioni, ognuno di noi è chiamato ad essere seminatore di quella speranza su cui si fonda la Pasqua".
 
 
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