Legando il dono della comunione nella Chiesa in Gesù e la sua missione nella storia di annunciare il Vangelo, comprendiamo il motivo per cui il Concilio Vaticano II abbia affermato in modo perentorio: "La Chiesa è per natura missionaria" (
Ad Gentes, n.2). Oggi forse capiamo un po' più che cosa significa questa affermazione, ma quando è stata pronunciata era tutt'altro che scontata. Infatti si pensava che la missione riguardasse i luoghi lontani dove si va a predicare l'evangelo. In ogni caso è più facile ritenere che la Chiesa "fa" missione, mentre il Concilio ci dice che "è" missione; e questo vale per ogni cristiano e quindi per ogni vocazione. Si tratta di una missione correlata naturalmente alla comunione. Infatti, pensando la comunione come il concentrarsi della Chiesa sul dono proveniente da Gesù Cristo in una relazione personale con Lui alimentata dalla Parola e dai Sacramenti, la missione è il naturale dilatarsi alle dimensioni del mondo per annunciare e testimoniare il Vangelo del Regno. La concentrazione e la dilatazione fanno venire in mente il movimento del respiro: è il respiro dello Spirito o lo Spirito come respiro che permette a noi sua Chiesa di vivere senza asfissie dovute o a chiusure impaurite o a un dissennato attivismo fine a se stesso. Un cuore sanamente accordato sul Vangelo articola serenamente e appassionatamente comunione e missione. Già la chiamata degli apostoli ha questo andamento: "Ne costituì Dodici, perché stessero con Lui e per mandarli a predicare" (Mc 3,14). Lo stare con il Signore è il nucleo primo dell'esperienza di comunione che poi darà volto alla Chiesa. Si tratta di uno strare con Gesù nella preghiera, nei Sacramenti, nella sua Parola che è anzitutto interiore, ma non certo intimistico, che non può non espandersi in testimonianza, racconto, condivisione. Più ci si immerge nella comunione con il Signore e tra noi, più ci si apre a tutto e a tutti; questo vale per ogni singolo cristiano, per i movimenti e aggregazioni, vale anche e soprattutto per la parrocchia che voglia rinnovarsi ed essere significativa, abitando evangelicamente il territorio. I vescovi italiani hanno invitato le parrocchie a rivedere il loro volto in senso missionario e nella nota pastorale a ciò dedicata ricordano l'intreccio tra comunione e missione: "Nella parrocchia si vivono rapporti di prossimità, con vincoli concreti di conoscenza e di amore e si accede ai doni sacramentali al cui centro è l'Eucaristia; ma ci si fa carico degli abitanti di tutto il territorio sentendosi mandati a tutti" (
Il volto missionario delle parrochie in un mondo che cambia, n.3). Allora è bello come Chiesa marchigiana andare dal Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona (comunione) al prossimo
Convegno Ecclesiale Regionale 
di Loreto (missione).
Crucianelli don Gabriele, vice rettore del Seminario regionale "Pio XI" di Ancona
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