| Nuovo parroco per la chiesa di San Luigi Gonzaga a Pesaro |
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| martedì 04 ottobre 2011 | ||||||||
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Una gradita sorpresa per tutti, sabato 1 ottobre nella chiesa di San Luigi Gonzaga: la presenza dell’ex parroco don Giuseppe Veschi, ritornato nella parrocchia da lui fondata 40 anni fa per partecipare alla cerimonia di ingresso del nuovo pastore, don Marco Di Giorgio, a testimonianza della continuità del cammino di fede di quella comunità ecclesiale.
Don Marco è stato chiamato dall’Arcivescovo Piero Coccia a sostituire don Giuseppe (che ha terminato il suo servizio pastorale il 1 settembre 2010) dopo l’ “interregno” di don Michele Rossini, al quale tutti hanno espresso sentimenti di viva riconoscenza: i parrocchiani lo hanno ringraziato “per aver accettato un servizio a termine, portandolo avanti con entusiasmo nonostante la fatica mentale e soprattutto fisica che ha comportato”; don Marco gli ha riconosciuto il merito di “aver traghettato la comunità facendo la spola tra due parrocchie, San Luigi e Santa Veneranda; lo stesso Arcivescovo si è detto a lui grato perché “ha svolto quel compito con un impiego generoso e appassionato delle proprie risorse ed energie”. Don Marco, che è stato trasferito a San Luigi dalle comunità di Santo Stefano in Candelara e di Santa Maria dell’Arzilla, è un sacerdote conosciuto a Pesaro anche per i numerosi incarichi ricoperti in diocesi: è stato in passato responsabile della Pastorale Giovanile, attualmente dirige la Caritas e insegna Sacre Scritture all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II”. Forse proprio per questo si è creata intorno alla sua persona un’attesa che lui stesso però ha subito voluto “sdrammatizzare” e “ridimensionare”, precisando che in realtà le attese vanno indirizzate a un Altro, ovvero “allo Spirito Santo, l’unico che possa fare della parrocchia di San Luigi una comunità di persone che si vogliono bene, dove tutti si conoscono per nome, ascoltano la Parola di Dio, celebrano con intensità i sacramenti, mettono al centro i poveri e i malati”. Una comunità, insomma, “secondo il cuore di Dio”. Mons. Coccia, commentando le letture del giorno, ha parlato del parroco come di un vignaiolo che ama e cura la vigna offrendo la Parola, celebrando l’Eucarestia e testimoniando la Carità. Il proprietario della vigna però, ha sottolineato l’Arcivescovo, è un padrone esigente: vuole che essa dia frutti, altrimenti la ridurrà a deserto e ne affiderà ad altri la conduzione. La metafora è un chiaro richiamo alla responsabilità del parroco e dei parrocchiani affinché crescano nella fede e producano frutti di fede. Tale richiamo tuttavia non va interpretato come una minaccia e non deve suscitare timore: “Non angustiatevi per nulla” dice San Paolo “ma in ogni circostanza fate richieste a Dio, riponendo in Lui la vostra speranza”. A don Marco, dunque, l’augurio di fondare sempre la sua speranza in Cristo e di far fruttificare la vigna di San Luigi ricevendone tante soddisfazioni nel Signore.
Paola Campanini
Arcidiocesi di Pesaro
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