| "Bruciare le tappe" è "bruciare l'amore" |
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| domenica 11 settembre 2011 | ||||||||
(Ancona, dagli inviati del SIR Proseguendo nel suo discorso ai fidanzati, il Papa li ha esortati ad “evitare di chiudervi in rapporti intimistici, falsamente rassicuranti; fate piuttosto che la vostra relazione diventi lievito di una presenza attiva e responsabile nella comunità”. “E – ha aggiunto - non pensate, secondo una mentalità diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro. Bruciare le tappe finisce per ‘bruciare l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualità nelle espressioni; ha bisogno di dare spazio a Cristo, che è capace di rendere un amore umano fedele, felice e indissolubile. La fedeltà e la continuità del vostro volervi bene vi renderanno capaci anche di essere aperti alla vita, di essere genitori: la stabilità della vostra unione nel Sacramento del Matrimonio permetterà ai figli che Dio vorrà donarvi di crescere fiduciosi nella bontà della vita”. Ha poi concluso sottolineando che “fedeltà, indissolubilità e trasmissione della vita sono i pilastri di ogni famiglia, vero bene comune, patrimonio prezioso per l’intera società. Fin d’ora, fondate su di essi il vostro cammino verso il matrimonio e testimoniatelo anche ai vostri coetanei: è un servizio prezioso!”.
“Il fatto che questi giovani si chiamino ‘fidanzati’, li pone nella prospettiva di essere costruttori di fiducia, di speranza, li rivela alla scuola del tempo e della grazia nella costruzione di un progetto che hanno prima di tutto ricevuto come dono”. Lo ha detto, stasera, mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, nel saluto al Santo Padre, nell’incontro con i giovani fidanzati in piazza del Plebiscito di Ancona, a conclusione del Congresso eucaristico nazionale. I fidanzati “vivono un tempo di crescita, di responsabilità”, ma anche un tempo “carico di timori, di incertezze e i giovani fidanzati si sentono soli ad attraversare le varie tappe del loro cammino”. In questo itinerario, “la tentazione di chiudersi e di isolarsi, li porta a volte a non chiedere aiuto e ad affidarsi solo alla propria esperienza e autosufficienza”. “Sappiamo – ha evidenziato il presule - quanto pressioni esterne e fragilità interiori spingono i nostri giovani a orientarsi verso esperienze di prova, limitate nel tempo o semplicemente ridotte a un fatto privato. Molte coppie che si presentano nelle nostre parrocchie per chiedere di poter celebrare il matrimonio religioso già convivono da molto tempo ed alcune hanno già dei figli”. Le pressioni esterne, secondo mons. Menichelli, “fanno leva sulla paura di instaurare relazioni stabili, sull'incapacità di accettare i propri limiti e trasformarli in risorse, sulle particolari condizioni economiche (spesso precarie e incerte), sui legami con le famiglie di origine che condizionano la libertà delle loro scelte. Tutto questo, unito ad una diffusa fragilità e a diffidenza nei confronti dell'istituto matrimoniale, prolunga il tempo del fidanzamento che non è più ‘noviziato’ alla vocazione sponsale ma tempo fruito come esperienza a due”. Su questa fragilità, “la Parola di Dio risuona nella sua bellezza e nella sua forza” . “Noi crediamo – ha chiarito l’arcivescovo di Ancona-Osimo - che il Signore Gesù si accompagna a loro come ai discepoli di Emmaus e svela il suo progetto, sostiene le scelte, dona forza nella fatica, non come un estraneo né tanto meno come un antagonista ma come Colui che è in mezzo e cammina con noi, e svela il progetto d'amore di Dio stimolando alla fiducia nella Provvidenza del Padre”. “L'Eucaristia – ha concluso il presule - è parola di luce e cibo per il cammino che questi cari giovani sanno di dover intraprendere come obbedienza alla volontà di Dio”.
Pubblicato in www.agensir.it
Domenica 11 Settembre 2011
In foto: l'arrivo del Santo Padre Benedetto XVI ad Ancona, nell'area Fincantieri. Fonte: www.congressoeucaristico.it
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