| I volti della fragilità |
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| venerdì 02 settembre 2011 | ||||||||
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Anche la rivista semestrale del Polo teologico marchigiano, “Sacramentaria & Scienze Religiose”, giunta al traguardo del suo ventesimo anno di pubblicazione, ha voluto dare un suo specifico contributo al XXV Congresso Eucaristico Nazionale. Infatti, dopo alcuni saggi di argomento eucaristico pubblicati nei numeri precedenti, il fascicolo 37 in distribuzione in questi giorni è tutto dedicato ad un tema, quello della “fragilità”, che è particolarmente significativo nell’ottica congressuale della “Eucaristia per la vita quotidiana”. La questione della fragilità è affrontata nello stile della rivista, cioè in prospettiva multidisciplinare: intervengono infatti filosofi e teologi, psicologi e sociologi, medici e pedagogisti. Le diverse letture, che della fragilità vengono date, evidenziano che la fragilità non è solo uno degli ambiti esistenziali (insieme all’affettività, al lavoro, alla festa, alla cittadinanza e alla tradizione), ma è il fil rouge che nel tempo della postmodernità attraversa un po’ tutti gli ambiti del vissuto.
Si può pertanto affermare che la fragilità costituisce una chiave interpretativa della nostra condizione e situazione; infatti, la fragilità è dipendenza ontologica (propria della dimensione creaturale dell’uomo), è debolezza decisionale (per la possibilità di errare dal punto di vista teoretico ed etico), è diversità patologica (di alcune persone a livello fisico e mentale), è disagio sociale (legato alla situazione storica per l’influenza del nichilismo). Accanto a queste fragilità a parte hominis è da collocare un ulteriore fragilità, quella che può essere identificata con la donatività vitale, la quale a parte Dei è esaltata nella Incarnazione, nella Eucaristia, e a parte hominis è presente nel dolore redentivo. Considerata nei suoi molteplici volti la fragilità delle “5 D” appare insieme come limitatezza ed eccedenza, problema e risorsa, vulnerabilità e preziosità, e questo carattere paradossale evidenzia la complessità della fragilità. Proprio tale caratterizzazione è emersa dalle tre iniziative, che si sono svolte nell’aula magna del Polo teologico marchigiano a Monte Dago nel maggio scorso: la quindicesima Giornata filosofica su “Il pensiero e la cura”, il secondo Incontro con docenti universitari marchigiani su “Approcci alla fragilità”, e il terzo Convegno con la fondazione Don Gnocchi su “Le risposte che la fragilità attende”. I materiali presentati in queste tre occasioni sono stati tempestivamente pubblicati sul n. 37 di “Sacramentaria & Scienze religiose” sotto il titolo “Dalla fragilità alle fragilità”, mostrando direttamente o indirettamente che i molteplici volti della fragilità (ontologica e patologica, esistenziale ed epocale, antropologica e teologica) costituiscono tema da privilegiare nell’orizzonte della quotidianità eucaristica oggetto del XXV Congresso Eucaristico Nazionale.. Il volume di pagine 184 è curato dal direttore Giancarlo Galeazzi, e si avvale dei contributi di Mercuri, Zorzi, Ventura e Galeazzi per il primo Dossier; di Alici, Canullo, Pagliacci, Grassi, Aguti, Pesaresi e Giacchettà per il secondo Dossier; di Perucci, Galeazzi, Florio, Lorenzetti, Mazzucchi, Bazzari per il terzo Dossier. La molteplicità dei contributi sottolinea la complessità del tema, e la necessità di affrontarlo come banco di prova di un’antropologia adeguata. I testi filosofici (di Aguti, Alici, Canullo, Galeazzi, Mercuri, Pagliacci, Ventura), sociologici (di Grassi), psicologici (di Lorenzetti e Pesaresi), medici (di Mazzucchi) e teologici (di Florio, Giacchetta e Zorzi) offrono numerosi e sollecitanti motivi di riflessione che, in diverso modo, insistono sul “paradosso della fragilità”. Dall’insieme dei contributi pubblicati su questo fascicolo speciale della rivista emerge l’invito a misurarsi con la fragilità, superando vecchi e nuovi luoghi comuni, per lasciarsi provocare da quella che può essere considerata la metafora della condizione umana e oggi dell’intera società, non a caso definita società dell’incertezza o società del rischio. Il fascicolo, che in appendice riporta l’elenco delle pubblicazioni e delle iniziative dell’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona, per far conoscere la qualificata attività che esso svolge sul piano scientifico e culturale, è dedicato al prof. Filippo Pesaresi, il quale nell’ITM svolge da decenni attività di docenza, che, più contenuta da quando ha festeggiato il suo settantesimo genetliaco, è molto apprezzata: sia a livello di psicologia generale e di psicologia della religione, sia a livello di pedagogia e di didattica.
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