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Veglia con tempesta nella GMG a Madrid PDF Stampa E-mail
mercoledì 24 agosto 2011
Una grande spianata, un vecchio aeroporto militare, brullo, arido. Aeroporto dei ”quattroventi”. Qui dove confluiscono i venti dai quattro punti cardinali, nell’espressione cosmica, confluiscono i giovani della chiesa universale per porre al centro la loro guida: Cristo.
Inaspettatamente è proprio il vento ad alzarsi, preludio di una pioggia che scompiglia il programma liturgico, ma che eccita i giovani i quali esultanti acclamano il Santo Padre. Sorpresa inaspettata. Una scenografia semplice, quasi arrangiata. Un palco giallo a forma di fungo, di albero, come il simbolo della città di Madrid, copre il presbiterio, con una bianca cascata sullo sfondo, che dà risalto a isole di vario colore abitate da Vescovi e da altri gruppi.
Mentre inizia la liturgia, sopraggiunge la bufera, viene interrotto il messaggio del Papa, ma non si interrompono gli «Osanna» dei giovani sotto la tormenta. Non c’è un vuoto, messaggi allegri vengono lanciati dai microfoni con riscossa allegria generale. Mentre le telecamere tentano di sforare tra gli ombrelli dei cerimonieri per cogliere il volto del papa, i giovani danzano per la pioggia.
Uno spettacolo da temporale estivo, forte e breve: conviene aspettare che passi, mentre si gode il piccolo refrigerio e il calo della temperature. Arrivati qui verso le 19, il termometro segnava 37 gradi.
Dopo la tempesta, il papa continua dando risposta ai cinque giovani che lo hanno interpellato. Tra le luci e le ombre che si intercalano nei vari colori sotto i riflettori, altrettanto varia è la viva espressione dei volti di questi giovani che le telecamere catturano. Il vento ha rubato al Papa lo zucchetto, e Benedetto XVI riprende a parlare ringraziando per l’allegria che i giovani non tardano a confermare come festa della pioggia. Il Signore rinfresca lo spirito e manda molta benedizione.
Mentre in varie lingue il Papa manda i suoi messaggi, i diversi volti attenti e rapiti scorrono davanti alle telecamere tra gli «hola» di tutti i giovani.
Ci si prepara per l’adorazione. Il Papa si ritira, forse se ne va? I microfoni catturano voci discordanti di sottofondo. Mentre il vento continua ad alzare le mantelle dei vescovi e far volare gli zucchetti, i giovani si alternano in cori esultanti, fino a quando viene intonato il canto di introduzione. Riappare il Santo Padre parato con mitria e un pesante piviale. I giovani si rianimano. Il vento agita le bandiere, quasi come gioia che accoglie l’entrata dell’Eucarestia. Un applauso prolungato accoglie l’Ostensorio con il SS.mo posto sopra l’altare. Un silenzio adorante si estende, mentre giovani piegano le ginocchia e inchinano il capo. L’ostensorio è ricco e monumentale, risale al XVI secolo e proviene da Toledo. Cattura la semplice fede di giovani che entrano in preghiera.
Dopo la benedizione, dei ragazzi accompagnano il Papa che a piccoli passi si ritira con un sorriso carico di soddisfazione mentre abbraccia alcuni di loro.
Il Santo Padre, mentre si allontana, fa battute sulla pioggia che è scappata, e sui sacrifici dei giovani, e dà un arrivederci al giorno seguente; tutti rispondono ritmando; “BENEDETTO”….
La notte è appena incominciata, per circa un milione di giovani: questo tappeto umano nella notte si trasformerà in angoli di sonno, in luoghi di adorazione, in aeree di bivacco accompagnato dal ritmo delle chitarre.
Dei fuochi artificiali danno la buona notte mentre in 30 cappelle, distribuite nell’area, si raccoglieranno i giovani in preghiera in questa magica notte di luce nell’attesa del nuovo giorno.
 
 
Don Dino Cecconi
Dir. Uff. Regionale Comunicazioni sociali
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(Rosso)
I LetturaSap 18,14-16;19,6-9
Il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e saltellarono come agnelli esultanti.
Salmo(Sal 104)
Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.
VangeloLc 18,1-8
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

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