| Una notte in cammino |
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| sabato 11 giugno 2011 | ||||||||
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"Il pellegrinaggio è un'esperienza che può riaccendere il desiderio di giungere al bene, al bello, al vero, al santuario dove incontrare Dio. È un muoversi, che è il contrario della paralisi dell'accidia, consapevoli che c'è un bene da trovare, che la vita è buona e bella, che la Provvidenza guida e regge i nostri passi". Sono le parole di mons. Jean-Louis Bruguès, segretario della Congregazione per l'educazione cattolica, che presiederà la celebrazione eucaristica sabato 11 giugno nello stadio "Helvia Recina" di Macerata, prima dell'avvio del 33° pellegrinaggio notturno a piedi Macerata-Loreto (www.pellegrinaggio.org
). Parole rivolte alle decine di migliaia di partecipanti che si stanno preparando a partire, da ogni parte d'Italia e anche dall'estero, a bordo di oltre 150 pullman, in treno, molti con auto proprie, alla volta di Macerata per questo appuntamento estivo che raccoglie consensi crescenti. Mons. Bruguès sottolinea altri aspetti del valore spirituale del pellegrinaggio, soprattutto per i giovani. "La notte per i giovani - afferma - è sempre più lo spazio per sentirsi soggetti della loro vita. Sembra quasi che vivano il giorno come ospiti di uno spazio che appartiene ad altri. Il giorno è dipendenza dagli adulti, è fatica di studio o di lavoro senza speranze, è attesa e preparazione per la notte! La notte, finalmente, è tempo giovane". Così l'arcivescovo rileva che, in questa chiave, "il pellegrinaggio è una buona proposta ai giovani per trasformare la notte in attesa del giorno, in ricerca di luce interiore. Camminare insieme di notte verso la Casa di Maria può diventare per i giovani il cammino contento dei pastori".Fiaccola della pace. L'importanza del pellegrinaggio Macerata-Loreto è segnata dalla benedizione della "Fiaccola della pace" da parte di Benedetto XVI. Al termine dell'udienza generale di mercoledì 8 giugno, in piazza San Pietro, il Papa ha infatti salutato il giovane tedoforo, Andrea Negromonti Tini di Macerata, che teneva in mano la fiaccola per la benedizione. Il giovane ha fatto dono al Pontefice di un berretto azzurro. La benedizione è avvenuta alla presenza di due vescovi: mons. Giancarlo Vecerrica, ideatore del cammino e vescovo di Fabriano-Matelica, e mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, che hanno accompagnato il giovane atleta. La storia del pellegrinaggio. Il pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto nasce nel 1978, anno dell'elezione di Giovanni Paolo II. Un insegnante di religione di Macerata, don Giancarlo Vecerrica, lo propone agli studenti come gesto di ringraziamento alla Madonna a conclusione dell'anno scolastico: viene così recuperata l'antica tradizione, che tendeva sempre più a scomparire a causa del clima di secolarizzazione. Se al primo pellegrinaggio partecipano poco più di 300 persone, negli anni successivi si assiste ad un'eccezionale progressione numerica, fino a superare i 60 mila partecipanti. Il pellegrinaggio è proposto da Comunione e Liberazione, d'intesa con le diocesi di Macerata e Loreto. Gli altri movimenti e associazioni ecclesiali partecipano in modo cordiale e fattivo. Il 19 giugno 1993 il pellegrinaggio ha ricevuto un gran dono: la presenza di Giovanni Paolo II. L'evento ha luogo, generalmente, la sera del sabato immediatamente seguente la fine delle lezioni scolastiche; il percorso riprende un cammino mariano di antichissima tradizione e si snoda per circa 27 Km attraverso le campagne. Come si svolge. La marcia notturna è scandita dalla recita del Rosario, inframmezzata da canti, testimonianze, meditazione della Parola di Dio e del magistero del Papa. Verso le 6, allorché si scorge il profilo del santuario di Loreto, ci si inginocchia, si recita l'Angelus e ci si scambia un gesto di pace e di riconciliazione. All'arrivo a Loreto i pellegrini sono accolti dalla statua della Madonna (portata a spalla dai militari dell'Aeronautica), dalle autorità religiose, civili, militari e dall'abbraccio di tanti amici e parenti. Infine, dopo che una delegazione di giovani ha offerto alla Vergine un omaggio floreale, tutti insieme compiono l'atto di consacrazione alla Madonna mentre i frati cappuccini aspergono d'acqua benedetta i fedeli pellegrini. Sviluppi recenti. Negli ultimi anni, per l'organizzazione della staffetta, si sono rafforzati anche i rapporti tra il Comitato pellegrinaggio e il Servizio nazionale della pastorale giovanile della Cei, il Centro sportivo italiano, la Fondazione Migrantes e diversi gruppi di podisti amatoriali marchigiani. La Fiaccola, nel tempo, è divenuta anche un'istituzione spettacolare; ma soprattutto ha sempre più assunto il valore di simbolo dell'impegno che ogni credente deve assumersi per portare la luce e la pace di Cristo nel mondo. Tra gli ospiti presenti al cammino di quest'anno ci saranno Mario Dupuis, fondatore e presidente di Ca' Edimar, un centro finalizzato all'accoglienza e all'educazione di giovani in difficoltà che quest'anno festeggia il decennale; e il giovane attore, regista e scrittore Fabio Salvatore, segnato dalla sofferenza del cancro da oltre 13 anni. Il pellegrinaggio, infine, vivrà anche della memoria del Beato Giovanni Paolo II, la cui figura verrà ricordata prima della partenza.
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