| Solennità del Corpus Domini |
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| martedì 08 giugno 2010 | ||||||||
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Ogni anno, sessanta giorni dopo la Pasqua, la Chiesa cattolica celebra il "Corpus Domini", una delle principali festività dell’anno liturgico, nata in Belgio nel tredicesimo secolo ed estesa dal papa Urbano IV a tutta la cattolicità nel 1264, in seguito al famoso miracolo di Bolsena.
Tale ricorrenza viene da allora solennizzata con una processione in cui il "Corpo di Cristo”, sotto il segno sacramentale del pane eucaristico, viene esposto in un ostensorio e portato per le vie delle città, come segno della presenza viva del Signore Risorto nei “luoghi della nostra vita quotidiana”. A Pesaro la processione si è svolta domenica 6 giugno alle ore 21.15 partendo dalla Cattedrale ed è stata presieduta dall’Arcivescovo mons. Piero Coccia, il quale nell’omelia ha spiegato il “suggestivo trittico” offerto dalla liturgia del giorno. Il Libro della Genesi, innanzitutto, in cui Melchisedek, “re di Salem e sacerdote del Dio Altissimo”, benedicendo Abramo ed offrendo “il pane e il vino”, viene presentato come figura profetica di Cristo, che dona il suo corpo per la salvezza degli uomini: l’Eucarestia è dunque segno dell’amore sempre attuale di Dio per ogni uomo e per tutto l’uomo. La prima Lettera ai Corinzi di san Paolo, secondo “quadro” liturgico, rievoca l’istituzione dell’Eucarestia nell’Ultima Cena, quando Gesù, distribuendo ai suoi discepoli il pane e il vino come suo corpo e sangue, li incaricò di fare altrettanto in sua “memoria”: non per ricordare quell’evento storico del passato, ha precisato l’Arcivescovo, ma perché quella stessa offerta riaccada continuamente nella nostra contemporaneità. Il Vangelo di Luca, infine, con il racconto della moltiplicazione dei pani “che gli Apostoli distribuirono al popolo e che tutti mangiarono fino ad essere sazi”, ha completato il trittico eucaristico: nella Chiesa, ha detto mons. Coccia, si rinnova per gli uomini di ogni razza e cultura il moltiplicarsi del pane salvifico e tale mistero è affidato ai sacerdoti. Proprio ai sacerdoti, a conclusione dell’anno a loro dedicato, si è rivolto l’ultimo pensiero dell’Arcivescovo, che ha invitato, ancora una volta, tutta la comunità ecclesiale a pregare per il dono di nuove vocazioni. Paola Campanini
Arcidiocesi di Pesaro
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