| Vangelo dei migranti |
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| lunedì 07 giugno 2010 | ||||||||
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Come lo proclama la Bibbia (Deuteronomio 24,17), ecco un problema antico quanto l’umanità. Il termine «imbrogliare » è duro, ma esprime bene come un diritto può essere bassamente manipolato quanto lo può essere un semplice gioco. A dire il vero, l’emigrazione è diventata oggi di una complessità crescente o piuttosto di un’ampiezza tale… da non essere sufficiente l’imbroglio! Si dibatte molto in questi tempi, soprattutto in Europa, non senza fatica per cercare un consenso. La riflessione è necessaria per meglio scoprire le radici delle nostre solidarietà universali e questa riflessione deve inglobare gli emigranti. Ma questo non lo si può fare se non in un clima di reciproca fiducia. L’originalità del libro di Renato Zilio è di analizzare coraggiosamente l’emigrazione in Terra Inglese, terra ideale per trovarvi degli immigrati di tutti i continenti: ciò fa dire al religioso scalabriniano che la sua parrocchia è il mondo e la sua terra è stata la prima ad accogliere quelli dell’Estremo Oriente. Oggi, ovunque, infatti, Oriente e Occidente si incontrano e si intrecciano insieme. Non dimentichiamo che l’immigrato, come ogni uomo, non vive di solo pane. Per molte famiglie maghrebine, ad esempio, nonostante il contesto di una società secolarizzata, la fedeltà alla loro fede, l’educazione religiosa dei loro bambini, la celebrazione delle feste religiose sono altrettanto importanti di un contratto di lavoro o di un alloggio decente. Dobbiamo fare il possibile per creare un clima favorevole che permetta loro di darsi dei luoghi di preghiera e di insegnamento coranico. È venuto il momento di prendere coscienza del carattere permanente e non più provvisorio della popolazione straniera. È un fatto nuovo che bisogna affrontare con lucidità. Come altri paesi d’Europa, l’Italia sta diventando una nazione dove differenti razze, differenti culture, differenti religioni devono avere il loro pieno e legittimo posto. Invece di cedere a un istinto di ripiegamento su noi stessi e di autodifesa di fronte agli stranieri è insieme che dobbiamo scrivere questa nuova pagina della storia del nostro paese. Non solo a causa del debito di riconoscenza che abbiamo nei loro riguardi, ma prima ancora per senso di giustizia e di solidarietà e in uno spirito di partners, di fratellanza. Il compito è impegnativo. Comprendiamo meglio, così, la parola della Bibbia: «Non imbroglierai sui diritti di un immigrato». Che la contemplazione dell’amore infinito di Dio per tutti ci aiuti ad impegnarci risolutamente sulla via della vita, dove ogni compagno di viaggio, ogni straniero sarà riconosciuto in parole e in atti come un fratello, il nostro fratello.
Sarà fra noi dal 7 al 10 giugno prossimo: • Il 7 giugno alle ore 18.00 - Centro Giovanni Paolo II, Ancona • L’8 giugno alle ore 21.00 – Cinema Excelsior, Falconara Marittima • Il 9 giugno ore 21,00 - parrocchia SS M. Assunta Filottrano Sarà una formidabile occasione per rivisitare la nostra storia, scoprire la pastorale per gl’immigrati, e ascoltare dalla sua esperienza diretta come i nostri fratelli emigrati ci guardano. Un’occasione per farci ri-annunciare il vangelo nella fragilità delle idee dei cristiani sui temi dell’immigrazione, dell’accoglienza, della condivisione.
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