| Dal noi della famiglia al noi del bene comune |
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| domenica 06 giugno 2010 | ||||||||
La Chiesa italiana negli ultimi decenni ha sempre dedicato spazio alla famiglia promuovendo iniziative diverse di pastorale per le coppie, avviando il lavoro di formazione dei giovani all’affettività e dei fidanzati al matrimonio e sostenendo forme diverse di spiritualità familiare. Esperienze di consultori familiari, prima UCIPEM, poi consultori di ispirazione cristiana sono state preziosi ausili nelle situazioni di difficoltà nella relazione di coppia e con i figli, anche oggi se rimaste sole ed isolate.
Tutto quanto si è fatto fino ad ora non è riuscito però a incidere nel profondo cambiamento di cultura e di costumi e l’attuale situazione vede purtroppo, nonostante gli sforzi, famiglie in affanno, crisi e separazioni in aumento costante, violenze nelle case, disagio esistenziale tra i ragazzi e gli adolescenti, donne caricate di troppe responsabilità per citare alcuni dei mali che ha la famiglia oggi. Nello stesso tempo la famiglia ha perso il suo valore istitutivo con le forme sempre più diffuse di convivenze e di matrimoni civili. L’altro grave aspetto è che la comunità politica in questi decenni, sia nella cosiddetta prima repubblica che nel’attuale sistema politico non ha mai fatto niente di concreto, tangibile per la famiglia. Abbiamo ascoltato solo e sempre belle parole. Siamo ora vicini a questo annuale e molto partecipato dalle Chiese diocesane appuntamento del Convegno nazionale di pastorale familiare, organizzato dalla CEI, Uffici nazionali per la famiglia e per la pastorale sociale. Quest’anno proprio per i problemi che ho citato sopra il convegno vuol parlare della famiglia, fondata sul sacramento del matrimonio come comunità di amore che non vive per se stessa ma che sta nella società e dove vuol svolgere un ruolo attivo, chiedendo nel contempo rispetto e sostegno alla comunità civile e politica. Si legge nel depliant del convegno (è possibile scaricarlo in fondo a questa pagina): - Evidenziare il dato teologico del matrimonio come sacramento che costruisce la Chiesa e contribuisce al bene della società. - Sottolineare che l’amore è un “bene comune” e che l’esperienza della famiglia è chiamata ad uscire dal privato per assumere la consapevolezza di essere una ricchezza sociale. - Offrire orizzonti su come le famiglie possono educare i figli alla solidarietà e all’impegno sociale. - Trovare strade adatte per costruire reti solidali (associazioni) che diano “peso politico” alla famiglia per una società che riconosca la famiglia come soggetto sociale. Credo che se la riflessione proposta con le relazioni e le testimoniane riesce ad entrare nei cuori dei partecipanti, si può veramente sperare in un inizio di un tempo nuovo per la famiglia cristiana e per la pastorale familiare. Questo si potrà raggiungere, ravvivando ciò che esiste nel campo della famiglia nelle Diocesi, ma che per motivi diversi è un po’ spento e sparpagliato e cogliendo l’occasione delle ricchezze che usciranno sicuramente dal convegno in modo da rilanciare una pastorale familiare forte (nella nostra diocesi si è costruita una bella ricchezza di coppie e famiglie che già lavorano) che sia condivisa nelle Parrocchie e non frutto del lavoro di pochi e da creare questa rete con altri cammini di pastorale come quello sociale per creare appunto RETE e diventare un soggetto sociale forte. Anche nel campo della pastorale familiare vale lo spirito del sociale è cioè: essere gruppo di famiglie unito nelle parrocchie sì, ma contemporaneamente stare e vivere nella comunità civile per far sentire in modo più forte la voce delle famiglie sane. Per fortuna anche se sono tante, le famiglie malate sono sempre una minoranza; è arrivato il tempo che le famiglie sane facciano sentire la loro voce! Solo così si raggiunge l’obiettivo del convegno: DAL NOI DELLA FAMIGLIA AL NOI DEL BENE COMUNE. Solo così si riuscirà a dare una mano concreta a quelle famiglie che hanno problemi di relazioni affettive ed educative.
Mario Vichi
Iscrizione al convegno: chi non desidera pernottare a Senigallia (essendo della regione) deve iscriversi presso il sito diocesano www.diocesisenigallia.it
.
Per scaricare il volantino regionale con la scheda per l'iscrizione (formato pdf), fare click sull'immagine e scegliere "Salva oggetto con nome" o "Salva destinazione con nome...".
Per scaricare il programma dettagliato del convegno (formato pdf), fare click sull'immagine e scegliere "Salva oggetto con nome" o "Salva destinazione con nome...".
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