| Matteo Ricci: un gesuita nel regno del drago, il film |
|
|
|
| mercoledì 28 ottobre 2009 | ||||||||
|
Conoscendo il mio grande interesse per la figura e l’opera di Padre Matteo Ricci, un mio amico gesuita mi ha invitato a Roma a vedere l’anteprima del film MATTEO RICCI. UN GESUITA NEL REGNO DEL DRAGO del regista Gjon Kolndrekaj.
Elisabetta Nardi
Accetto l’invito ben volentieri e sabato 17 ottobre sono presso la sede della Civiltà Cattolica, in via di Porta Pinciana, 1 a Roma. La visione del film è riservata, particolarmente, a coloro che partecipano mensilmente agli incontri culturali proposti dai gesuiti su vari temi. L’incontro inizia alle 17.15 con la santa messa, il cui contenuto dell’omelia fa già riferimento al tema dell’incontro. Il giovane gesuita, Padre Antonio Spadaro, da poco chiamato, dal padre generale, a dirigere la comunità della Civiltà Cattolica, parla del tema: “Aver successo nella vita” e evidenzia che per aver successo nella vita bisogna dare senso alla vita, proprio come ha fatto Padre Matteo Ricci che visse ed operò secondo gli insegnamenti evangelici. Terminata la santa messa il folto pubblico che ha seguito la celebrazione eucaristica presso la cappellina della sede della Civiltà Cattolica, si reca in un ampio salone attrezzato per la presentazione e visione del film. Il film è presentato dal Direttore della Civiltà Cattolica, Padre GianPaolo Salvini, dal rappresentate della Regione Marche dott. Raimondo Orsetti, da padre Luciano Larivera, scrittore della Civiltà Cattolica, da un rappresentate dell’Ambasciata cinese dott. Han Chang e dal regista Gjon Kolndrekaj. Padre GianPaolo Salvini introduce la figura di Padre Matteo Ricci. Una figura, ma anche un simbolo che si presta ad una molteplicità di significati. Un uomo che si presenta in Cina senza armi, né alcun intento e che da solo crea un ponte di fede e di cultura tra l’oriente e l’occidente. Un uomo che ha indubbiamente delle doti non comuni, dei doni dati da Dio appositamente per intraprendere la sua missione. Egli può considerarsi uno dei pionieri dell’incontro fra popoli e fedi diverse. Il Ricci promuove un incontro tra due mondi diversi come quello occidentale e quello orientale attraverso la cultura, il dialogo, la scienza e il rispetto della cultura e dei modi di vivere degli altri. Tutto questo rende la figura di Padre Matteo Ricci assolutamente attuale nella nostra epoca di globalizzazione e di incontro fra fedi e culture diverse. Il rappresentate della Regione Marche, dott. Raimondo Orsetti, ribadisce il concetto che Padre Matteo Ricci va onorato ed interpretato per la sua grande attualità. Soprattutto perché icona sempre attuale dei rapporti fra la cultura orientale e quella occidentale. Il dott.Orsetti riferisce anche dei festeggiamenti e delle iniziative che si faranno per onorare questo grande gesuita in occasione dei 400 anni della sua scomparsa. La Regione Marche, il Comune, l’amministrazione Provinciale, l’Università e la Diocesi di Macerata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e l’Ufficio per gli Affari Culturali dell’Ambasciata della Cina in Italia uniranno le loro sinergie per far conoscere la figura e l’opera di Padre Matteo Ricci. Il primo dei grandi eventi sarà la mostra che si terrà in Vaticano al Braccio di Carlo Magno. La mostra sarà inaugurata il 29 ottobre e rimarrà aperta fino al 24 gennaio 2010. Poi ci sarà la mostra itinerante che toccherà varie città a cominciare dalla capitale della Cina, Pechino, poi a Shangai, Nanchino, Macao ed infine Seul. A Macerata nell’autunno del 2010 aprirà i battenti la mostra su Padre Matteo Ricci e l’anno seguente la mostra permanente a lui dedicata. Per lo stesso anno è anche prevista la nascita dell’Istituto per le relazioni con l’Oriente, un centro di ricerche e studio. All’intervento del rappresentante della Regione Marche, fa seguito quello del dott. Han Chang, un rappresentante dell’ambasciata cinese in Italia. Nella sua relazione il dott. Han Chang evidenza come i cinesi guardano, pensano e giudicano Padre Matteo Ricci. Egli ha sottolineato che due sono i sentimenti del popolo cinese nei confronti del grande gesuita maceratese: rispetto e riconoscenza. I cinesi, afferma Han Chang rispettavano e rispettano Padre Matteo Ricci, lo apprezzavano e apprezzano, lo amavano e lo amano. L’uso di due diversi tempi, il passato ed il presente è viene utilizzato da Han Chang per mostrare come i sentimenti nutriti dai cinesi sono rimasti invariati attraverso i secoli. Il rispetto e la stima di cui gode Padre Matteo Ricci presso la corte imperiale è talmente grande che l’Imperatore, quando il gesuita maceratese muore concede ai gesuiti perfino la terra, a Pechino, per la costruzione della tomba. Ora quella tomba si trova in una zona centrale della città di Pechino, esattamente presso la sede della scuola del Partito Comunista Cinese. Per i festeggiamenti del capodanno del 2000, ricorda il dott. Han Chang, i massimi dirigenti del partito fanno costruire a Pechino un altare in legno in cui sono raffigurati tutti i personaggi importanti della storia della Cina. In questo altare due sono i personaggi occidentali rappresentati perché hanno contribuito alla crescita culturale della nazione cinese: Marco Polo e Padre Matteo Ricci. Il merito di Padre Matteo Ricci è stato quello di aver dato inizio agli scambi culturali fra il mondo orientale e quello occidentale. Ad esempio, egli infatti, fa conoscere Confucio in Italia, ed Euclide in Cina. Il 6 maggio del 2000, quando il premier cinese viene in visita in Italia, cita proprio Padre Matteo Ricci, dicendo che fu lui ad introdurre in Cina gli Elementi di Euclide. Il dott.Han Chang conclude la sua relazione ricordando che bisogna prendere esempio dal passato per proporre alle nuove generazioni forme di dialogo interreligioso e interculturale. Il dott. Han Chang rende noto all’assemblea che nel 2010 si celebreranno i 40 anni di relazioni fra l’Italia e la Cina e ci saranno molti festeggiamenti concordati fra l’Ambasciata cinese e la Farnesina. Concluso l’intervento del dott. Han Chang, prende la parola Padre Luciano Larivera un giovane scrittore gesuita che parla delle sue due recenti esperienze in Cina. Un viaggio di 5 giorni in aprile e uno di due settimane in agosto al fine di organizzare per il prossimo anno una visita d’istruzione per gli alunni dell’istituto Massimo di Roma. Vistando la Città Proibita, padre Larivera si è reso conto di quanto sia importante conoscere la cultura cinese per poter comprendere fino in fondo l’architettura della Città Proibita, che pur essendo molto semplice nelle linee, è molto complessa nel suo significato profondo. Egli quindi si è avvicinato a questo monumento cercando di adottare il metodo di padre Matteo Ricci ossia quello di guardare, capire, ascoltare, ma soprattutto studiare. E’ lo studio infatti che permette una comprensione più profonda dei diversi elementi culturali. Padre Larivera accenna anche alla sua esperienza di volontariato presso una struttura medica cinese che si occupava di bambini con gravi handicap o con malattie terminali. In questa esperienza di condivisione di cultura, rispetto , fraternità cristiana e di amicizia, egli, non conoscendo la lingua ha potuto sperimentare altri linguaggi con cui è possibile comunicare, ripercorrendo in piccolo l’esperienza del gesuita maceratese. L’ultimo a parlare è Gjon Kolndrekaj, il regista del film, “Matteo Ricci. Un gesuita nel regno del drago”, prodotto da Rai-Eri Cda Servizi editoriali. Il regista spiega come è nato il film, egli ha conosciuto la figura di Matteo Ricci nel 1976, in occasione di un viaggio a Pechino, con il suo maestro Joris Evans, da quel momento decide di dedicarsi alla figura di questo grande missionario italiano che i cinesi chiamano Li Madou. Dopo aver dedicato anni della sua carriera all’approfondimento delle tematiche relative alle tre religioni monoteiste, decide di dedicarsi alla figura di Ricci, missionario cattolico e scienziato italiano che entrò in relazione con la filosofia e il pensiero orientale. Così nel 1982, in occasione dei quattrocento anni dell'entrata del gesuita di Macerata in Cina, realizza un reportage per RAI UNO, che viene messo in onda anche nella tv cinese. Tale reportage contribuisce a far restaurare la tomba di Padre Matteo Ricci e degli altri 63 missionari sepolti accanto a lui nel giardino della sede del partito comunista cinese. Colto sempre più dal fascino di Padre Matteo Ricci, Kolndrekaj approfondisce la figura e l’opera del gesuita e nasce il docufilm. Con questo lavoro, Gjon Kolndrekaj spera di contribuire a far conoscere la figura e le opere di Matteo Ricci non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto alla gente comune. Interamente girato tra la Cina e l’Italia (Roma e Macerata), il film documentario narra in 50 minuti circa la vita e l’opera del grande gesuita maceratese che ha saputo costruire un solido ponte tra oriente e occidente ed ha ricevuto il patrocinio della Compagnia di Gesù e il benestare del Governo di Pechino. La colonna sonora è del premio Oscar, Stelvio Cipriani, che ha dedicato un anno di lavoro alle musiche che accompagnano le immagini della vita e delle opere del gesuita di Macerata.
Powered by !JoomlaComment 3.26
![]() 3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|










Rete dei Cammini Lau...
Via Lauretana Senese-Aretina - Ai Gen...
Ludovico Seitz e la ...
ludovico seitz - buon giorno mi chiam...
Un restauro dedicato...
Organo restaurato - Esprimo le più vi...
“Scientia Crucis – E...
appuntamenti - Sarebbe bello ci fosse...
Vicini scomodi
Vicini scomodi - Falconara non è come...
Inizia l'attività ME...
musical in maniche di camicia - salve...
I beni delle Confrat...
Dove posso trovare notizie sulla sopp...