| Giovanni Battista Pergolesi: una grande anima |
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| lunedì 08 giugno 2009 | ||||||||
Giovanni Battista Pergolesi straordinario musicista, che lasciò la sua città natale per studiare a Napoli, è ritornato la sera del 5 giugno, per conquistare spiritualmente la sua Jesi a tre secoli dalla sua nascita. Un pubblico delle grandi occasioni che ha riempito il teatro Pergolesi e la piazza antistante, per vivere insieme un’emozione unica in occasione del concerto inaugurale delle celebrazioni pergolesiane. Il direttore d’orchestra Claudio Abbado straordinario nella sua severa e puntuale direzione orchestrale, un’Orchestra Mozart di grande capacità esecutiva e armonica, delle voci soliste piene di carisma e sensibilità, un coro coinvolgente e misurato hanno reso i brani di musica sacra, composti dal celebre musicista jesino, veramente commoventi, e a tratti, travolgenti per la forza spirituale che hanno espresso. La musica sacra di Pergolesi è, quindi, un mezzo di trasporto straordinariamente affascinate che ci veicola e dirige verso il Sacro, fino ad un contatto profondo, intimo e intenso con Dio. Come non ricordare allora la grazia di Veronica Cangemi, soprano, interprete del primo pezzo eseguito: Manca la guida al piè, che con garbo e delicatezza, ci ha avvolto nella sua sensibilità espressiva. La sobria allegria, in alternanza con una affascinante intimità sacra, grazie alle due soprano Rachel Harnisch e Teresa Romano, in perfetta sintonia con il Coro della Radio Svizzera, nel secondo brano intitolato: Laudate pueri Dominum. L’indimenticabile Salve Regina una vera preghiera espressa con eleganza ed eloquenza dal contralto Sara Mingardo. Infine la Messa in Fa maggiore (Messa di S. Emidio) splendida sintesi interpretativa delle varie parti concertanti. In tutti i pezzi abbiamo gettato uno sguardo verso il mistero sconvolgente e seducente del trascendente, grazie al nostro concittadino Pergolesi e alla straordinaria capacità interpretativa di un’insuperabile Abbado. Penso che per tutti i presenti sia stata una serata da non dimenticare, sigillata dal lungo, caloroso e intenso applauso finale e dai numerosi fiori fatti cadere a pioggia su tutti gli orchestranti. don Luca Giuliani foto Binci, Jesi
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