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I medici cattolici ad Ascoli PDF Stampa E-mail
mercoledì 22 ottobre 2008
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Oltre cinquecento medici provenienti da tutta Italia hanno partecipato al 24° Congresso nazionale dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani) che si è tenuto ad Ascoli Piceno dal 2 al 4 ottobre scorsi. Una tre giorni no-stop che ha esplorato con profondità e schiettezza i grandi temi etici del rapporto tra fede e scienza nell’ambito della medicina. Sono state numerose le autorità civili e religiose intervenute, tra le quali i cardinali Dionigi Tettamanzi, Sergio Sebastiani e Fiorenzo Angelini che hanno presieduto le solenni Concelebrazioni Eucaristiche ed i vescovi di Ascoli Piceno e Pesaro Silvano Montevecchi e Piero Coccia. Il vescovo di Ascoli mons. Montevecchi ha salutato gli illustri ospiti e formulato l’augurio di buon lavoro ai congressisti a nome della Diocesi Picena, auspicando un impegno sempre più consapevole ed illuminato dei medici cattolici al servizio dell’ammalato con una cura amorevole della persona capace di coniugare la sapienza delle terapie e della scienza con la sollecitudine operosa della carità.
A nome del Governo ha preso la parola il Sottosegretario di Stato alla Salute e alle Politiche Sociali On. Ferruccio Fazio che ha evidenziato il valore primario della prevenzione in una società che entro il 2050 avrà il 35% della popolazione anziana con un aumento quindi delle patologie croniche, cardiovascolari, neurologiche e senili. Senza contare la necessità di allestire strutture ospedaliere sempre più, anche architettonicamente, a misura di paziente, con macchinari d’avanguardia, colori e arredi adeguati, sale di degenza situate nei piani superiori, più luminosi ed aperti.
Ha portato il saluto il sindaco di Ascoli Piero Celani: «Sono onorato - ha detto - di ospitare questa prestigiosa assemblea in questa città che costituisce un vero e proprio “museo a cielo aperto” e che spero possa stimolare un dibattito scientifico ed etico di alto profilo favorendo quel dialogo incessante tra scienza e fede che può fornire un contributo fondamentale al progresso civile e sociale di tutto il “pianeta salute”».
Anche il Presidente della Provincia Massimo Rossi è intervenuto sottolineando la profonda convergenza di fondo tra etica cattolica ed etica laica su alcuni grandi valori universali condivisi, come il dovere della solidarietà verso chi soffre, la tutela della dignità della persona, il rispetto dei diritti del malato ed il principio di una genetica responsabile diretta al progresso dell’uomo e non alla sua sopraffazione.
I lavori hanno preso avvio con la prolusione del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano ed assistente nazionale AMCI. «La medicina - ha affermato - ha perso il suo originale e intrinseco centro di gravità, che è antropologico - l’ammalato in quanto uomo che soffre di una malattia - per assumere un altro centro di gravità, fondato sul modello delle scienze biologiche, quello patologico, ossia la cura limitata al difetto morfologico e funzionale che è causa della malattia. Ecco allora che occorre ritornare alla mediazione della sapienza, senza la quale la scienza non giova nulla all’uomo». Ma il discorso del Cardinale si è fatto ancora più radicale e profondo quando, citando i versetti 26-27 del libro della Genesi, ha ricordato che l’uomo è un riflesso dell’immagine di Dio da cui promana tutta la sua dignità originaria e perenne. Quindi la medicina «ridiventa veramente umana - ha spiegato mons. Tettamanzi -  quando riscopre la trascendenza che differenzia l’uomo da ogni altro essere vivente. Anche quando è gravemente e persistentemente malato l’uomo è e resta “poco meno di un Dio” come recita l’ardita e incisiva espressione del salmo 8».

Alessandro Malpiedi e Domenico Cantalamessa
 
 
Da La Vita Picena.
Foto: Fotospot
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