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Presentato il progetto della "Nuova scuola" PDF Stampa E-mail
martedì 21 ottobre 2008
“Creare una nuova “Nuova Scuola”, aprire uno spazio per eventi sportivi, culturali, di formazione, allo scopo di incontrare i giovani in un ambiente vivo e aperto, che costituisca un Polo educativo per la nostra città”:  con queste parole il presidente di Assindustria, dott. Andrea Ugolini, ha presentato, sabato 16 ottobre, nei locali fieristici di Campanara, alla presenza di un folto pubblico e di numerose autorità, il progetto di ristrutturazione edilizia dello stabile del teatro dell’Opera Padre Damiani, che S.E. Mons. Piero Coccia, attraverso la Curia, ha affittato alla Scuola Cattolica paritaria “La Nuova Scuola”.
Un progetto che, come ha sottolineato il Sindaco Ceriscioli, va a beneficio di “tutta la comunità civile di Pesaro”: non solo perché prevede, oltre alla realizzazione di Aule per il liceo classico “Storoni” e il liceo scientifico “Piccinini”, anche il ripristino per uso pubblico di un teatro da 500 posti e l’apertura di una palestra in orari non scolastici, ma soprattutto perché è un investimento sulla formazione dei giovani, condizione indispensabile per il benessere della collettività.
In occasione del “lancio” di tale progetto è stato chiamato il dott. Giancarlo Cesana, ordinario dell’Università Statale di Milano e specialista in medicina del lavoro, che ha parlato di “Educazione e psicologia”.   
Essere educatori, ha detto, non equivale ad essere psicologi. La psicologia, o almeno le correnti di pensiero oggi prevalenti  nel campo della psicologia e della psichiatria, partono da un presupposto: tutto il comportamento umano è determinato dagli antecedenti genetici oppure dai condizionamenti familiari e ambientali; è necessario, quindi, entrare nei meccanismi della mente per rimuovere i danni eventualmente provocati e cercare di uscirne con qualche risultato.
Per questa psicologia “scientista” non esiste la libertà.
La libertà è invece il proprium dell’educazione, il suo oggetto specifico.
L’educazione non mira a correggere i meccanismi della mente, ma si rivolge alla libertà della persona, alla sua “anima”, a quel quid che nessuno ancora è riuscito a spiegare e che permette a una persona di dire sì o no.
E’ la libertà che fa dell’educazione un’esperienza affascinante, ma al tempo stesso rischiosa e drammatica, perché non assicura un matematico successo, anzi va più spesso incontro agli insuccessi.
Ma che cos’è la libertà e quando un’educazione rispetta la libertà della persona? Quando le lascia fare ciò che vuole.
Sconcertando un po’ i presenti, Cesana (citando il testo di don Giussani “Si può vivere cosi?”) ha affermato che questo “luogo comune”, spesso severamente condannato dai moralisti, è invece assolutamente giusto, va solo precisato. Perché presuppone che il discepolo si domandi: ma io, che voglio essere libero di fare ciò che voglio, “che cosa voglio”?
Ecco: tutta l’azione educativa si pone al livello di questa domanda, come inizio di un percorso che aiuti il bambino e il giovane a capire che cosa vuole veramente, come è fatto il suo cuore, quali sono i suoi limiti e le sue esigenze profonde.
E’ per questo che chi educa non può non avere una concezione dell’uomo, una verità che lui stesso segue e per la quale dà la vita; una verità da proporre come ipotesi al discepolo, affinché possa verificarla e trovarne la corrispondenza con ciò che la sua natura desidera (quella adequatio rei et intellectus di cui parlava san Tommaso).
E’ così che si forma la coscienza critica, condizione della libertà ed esito supremo dell’educazione. Ma la vera coscienza critica, ha precisato il relatore, non è quella che sottolinea sempre, magari con ostentata supponenza, le cose che non vanno; è quella costruttiva, l’unica utile, capace di valorizzare dentro ciò che non va il positivo che vi è contenuto.   
A conclusione dell’intervento di Cesana è stato comunicato l’avvio di una campagna di raccolta fondi per il progetto della Nuova Scuola: chi vuole può contribuire e diventare protagonista della costruzione di un’opera che desidera proseguire, senza scopo di lucro, l’attività educativa, caritativa e missionaria che ha sempre caratterizzato l’Opera Padre Damiani nella nostra città.

Paola Campanini


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