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Come è ormai tradizione, a settembre, in prossimità della Festa di San Terenzio Patrono di Pesaro, S.E. Mons. Piero Coccia convocherà la chiesa diocesana per prospettarle il cammino del nuovo anno pastorale.
Due in particolare sono gli avvenimenti sui quali verrà richiamata l’attenzione di tutta la comunità ecclesiale: la “Missione – giovani”, che si svolgerà dal 4 al 12 ottobre 2008 sul tema “In cerca di te” e la “Visita pastorale” che l’Arcivescovo inizierà nei primi mesi del 2009 e protrarrà presumibilmente per due o tre anni, soffermandosi in ciascuna parrocchia per circa 5/6 giorni.
Proprio quest’ultimo evento sarà oggetto di riflessione nell’Assemblea diocesana in programma per Sabato pomeriggio 20 settembre 2008 presso il Cinema Loreto, secondo l’orario e i contenuti che saranno comunicati nel prossimo numero.
Che cos’è una “Visita pastorale”?
Il Codice di Diritto canonico la indica come uno dei compiti principali del Vescovo, che “ha l’obbligo di visitare personalmente, con la debita diligenza, la propria diocesi almeno ogni cinque anni, avvalendosi di alcuni accompagnatori (“convisitatori”), sull’esempio degli Apostoli e dei pastori della Chiesa di tutti i tempi e di tutti i luoghi” (cfr. CJC, c. 396 §1, c. 398).
Dal punto di vista giuridico, perciò, la Visita Pastorale è un atto assolutamente necessario per la nostra diocesi, essendo ormai trascorsi più di dieci anni dall’ultima effettuata da S.E. Mons. Michetti negli anni 1993-1995.
Tuttavia la Visita Pastorale non deve essere concepita semplicemente come un istituto giuridico, un adempimento burocratico del Vescovo o un’indagine ispettiva sulle parrocchie.
Essa è piuttosto un’occasione preziosa per intensificare la conoscenza reciproca tra il Pastore e la porzione del popolo di Dio a lui affidata: “è un tempo di grazia, in cui il Vescovo esercita il suo ministero, quello cioè di essere immagine viva di Gesù Buon Pastore che cura il gregge che gli è stato affidato” (cfr. Pastores gregis, n. 46).
La prospettiva più caratteristica della Visita Pastorale, quindi, è quella di un evento profondamente relazionale e comunionale: occasione di rapporto diretto, sia individuale che di gruppo, tra il Vescovo e il clero, gli organismi pastorali, le associazioni, i movimenti, le varie comunità, ma anche le persone più povere, gli anziani, gli ammalati.
Nessuno, credente o non credente, si deve sentire escluso da questo incontro, che potrà avvenire anche in ambiti emblematici della vita civile (mondo del lavoro, della scuola, della sanità, del tempo libero), purché lo si desideri realmente e il Vescovo sia espressamente invitato dalle autorità competenti o dai responsabili di tali ambiti.
La finalità della Visita Pastorale è di richiamare tutti a un nuovo o rinnovato incontro con Cristo, per ripartire sempre dalla Sua presenza viva nella Chiesa. Il Vescovo deve, in particolare, ”ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli” (cfr. Apostolorum successores, 221); deve valorizzare il loro senso di corresponsabilità “verificando e promuovendo il funzionamento degli organismi di partecipazione (Consigli pastorali) e la ministerialità di tutti i fedeli nei vari settori della vita pastorale; deve favorire la comunione ecclesiale “incoraggiando a tutti i livelli il dialogo e la collaborazione e riscoprendo il valore della condivisione”.
Grazie alla Visita pastorale, inoltre, il Vescovo può conoscere e vedere personalmente “le opere, le strutture e gli strumenti destinati al servizio pastorale, rendendosi conto delle circostanze e difficoltà del lavoro di evangelizzazione, per poter determinare meglio le priorità e i mezzi della pastorale organica” (“Apostolorum successores”, n. 166). La Visita infatti interessa anche le cose e i luoghi sacri presenti nel territorio diocesano : le chiese, gli oratori, i monasteri, le scuole cattoliche e le altre opere ecclesiastiche affidate ai religiosi.
Per questo motivo il Vescovo è accompagnato da alcuni “convisitatori” che lo aiutano ad esaminare le questioni di carattere amministrativo e a verificare “il decoro e l’efficienza dei luoghi sacri e delle suppellettili, la conservazione del patrimonio artistico e liturgico, la situazione economica e amministrativa, nonché l’ordine dei vari registri e libri parrocchiali” (cfr. Apostolorum successores, 222).
E’ indubbio, dunque, che, pur essendoci ordinariamente tante occasioni di rapporto stretto tra il Vescovo e la Sua diocesi, la Visita Pastorale costituisce un’occasione privilegiata per “incoraggiare il più ampio ascolto del popolo di Dio e nello stesso tempo presentare il Vescovo come principio e fondamento dell’ unità di tutta la Chiesa diocesana” (cfr. LG, 23).
Paola Campanini
Ufficio Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi di Pesaro
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